La versione 10.1.17 di Zimbra è ora disponibile

La nuova release di Zimbra introduce miglioramenti significativi in ​​tutto il Modern WebClient, dalla composizione e lettura delle email alla pianificazione delle riunioni, oltre a correzioni per i componenti ZCO, mobile e server e diverse importanti patch di sicurezza.

Gravità della patch di sicurezza: Media

Rischio di implementazione: Basso

Per ulteriori informazioni, consultare le note di rilascio Zimbra 10.1.17 e il blog .

Consigliamo vivamente di applicare questo aggiornamento per garantire il corretto funzionamento di Zimbra.

28 Maggio 2026

Rilasciate le versioni 9.2 di Proxmox Virtual Environment e 4.2 di Proxmox Backup Server

Proxmox Virtual Environment è una piattaforma open-source completa per la virtualizzazione aziendale. Grazie all’interfaccia web integrata, è possibile gestire facilmente macchine virtuali e container, storage e networking software-defined, clustering ad alta disponibilità e numerosi strumenti preconfigurati, il tutto in un’unica soluzione.

Oggi è disponibile Proxmox Virtual Environment 9.2, l’ultima versione della piattaforma. Questo importante aggiornamento introduce un bilanciatore di carico dinamico, funzionalità SDN (Software-Defined Networking) ampliate e una gestione granulare dei modelli di CPU personalizzati. Migliorando l’utilizzo delle risorse tramite il bilanciamento dinamico del carico di lavoro e semplificando i complessi flussi di lavoro di manutenzione dei cluster, Proxmox VE 9.2 consente alle organizzazioni di scalare la propria infrastruttura con maggiore efficienza e una complessità operativa significativamente ridotta.

Proxmox Backup Server è invece una soluzione di backup aziendale per il backup e il ripristino di macchine virtuali, container e host fisici. La soluzione open source supporta backup incrementali, deduplicazione, compressione Zstandard e crittografia autenticata.

Oggi è disponibile Proxmox Backup Server 4.2, un aggiornamento, basato su Debian 13.4 “Trixie” che introduce pacchetti aggiornati, un supporto hardware migliorato e una maggiore sicurezza. Proxmox Backup Server 4.2 include il kernel Linux 7.0 come nuovo standard stabile e ZFS 2.4 per un’archiviazione affidabile di livello enterprise. La nuova versione offre inoltre importanti miglioramenti nell’organizzazione dei dati di backup, nella sicurezza e nelle prestazioni di sincronizzazione, nell’archiviazione con supporto S3 e nello stack software sottostante.

Per ulteriori informazioni: dircom@argonavis.it

27 Maggio 2026

Ferrari si affida a Bitdefender

 
 
 

Bitdefender supporta Ferrari nel rafforzamento della sua strategia di sicurezza informatica attraverso l’implementazione di GravityZone, la sua piattaforma unificata per la sicurezza informatica, la gestione del rischio e la conformità, nella propria infrastruttura. L’obiettivo è potenziare le operazioni di sicurezza, ridurre i rischi e garantire prestazioni globali sempre affidabili e resilienti.

In contesti complessi e fortemente interconnessi come quello di Ferrari, la sicurezza informatica rappresenta un elemento cruciale per la protezione dei sistemi che supportano l’intera operatività. Dalla progettazione e produzione alle attività sportive, fino alle funzioni aziendali a livello globale, la sicurezza garantisce la continuità dei processi e tutela l’efficienza in un ambiente in cui ogni secondo conta.

“GravityZone integra in un’unica piattaforma prevenzione, protezione, rilevamento e risposta, insieme alla visibilità sui rischi. Questo approccio consente di ridurre la frammentazione, uniformare i livelli di sicurezza e mantenere una visione coerente su tutti i sistemi”, ha affermato Daniel Dărăban, Vice President of Products di Bitdefender.

Queste dinamiche riflettono quanto Bitdefender osserva anche in aziende di tutto il mondo che operano in contesti altrettanto complessi. Gli attacchi moderni fanno infatti sempre più leva su strumenti legittimi e sull’automazione basata sull’intelligenza artificiale per agire con maggiore rapidità ed eludere i controlli.

“Ci troviamo di fronte a un’evoluzione nel modo di condurre gli attacchi”, ha affermato Dragoș Gavriluț, Vice President of Threat Research di Bitdefender. “I criminali informatici ricorrono sempre più frequentemente a strumenti legittimi e applicazioni affidabili per muoversi all’interno degli ambienti in modo discreto e rapido. Con l’aggiunta dell’automazione basata sull’intelligenza artificiale, gli attacchi possono propagarsi più velocemente e adattarsi in tempo reale. Per questo motivo, le aziende hanno bisogno di soluzioni di sicurezza capaci di individuare tempestivamente i comportamenti anomali e intervenire prima che un incidente si diffonda ulteriormente”.

Ferrari rappresenta uno dei brand più riconoscibili e seguiti al mondo. Questo livello di visibilità, combinata con un contesto altamente interconnesso e in continua espansione, rende la sicurezza informatica una sfida sempre più centrale e complessa.

Attraverso questa collaborazione, Bitdefender affianca Ferrari per rafforzare il coordinamento, migliorare il controllo e garantire risultati di sicurezza più coerenti su larga scala. 

Tratto da www.lineaedp.it

Autore: Redazione LineaEDP

26 Maggio 2026

Data breach, il Garante privacy sanziona The European House Ambrosetti per 85mila euro – Coinvolte oltre 61mila persone, password non protette e comunicazione tardiva agli interessati

Una sanzione di 85mila euro è stata irrogata dal Garante per la protezione dei dati personali a The European House – Ambrosetti spa, società di consulenza strategica e think tank, per carenze nelle misure di sicurezza. Le criticità sono emerse a seguito di un data breach che ha coinvolto 61.670 persone, tra cui dipendenti di aziende clienti e personale interno che utilizzavano i servizi online. Tardiva anche la comunicazione della violazione agli interessati, avvenuta solo dopo l’intervento dell’Autorità.

L’attacco informatico, riconducibile a un accesso non autorizzato ai sistemi tramite una vulnerabilità tecnica, ha comportato l’esfiltrazione di nomi, cognomi, indirizzi email, username e password. Dagli accertamenti del Garante sono emerse diverse violazioni della normativa privacy. In particolare, la società conservava una parte delle password in chiaro e un’altra mediante tecniche crittografiche non conformi agli standard di sicurezza più avanzati. Conservava inoltre credenziali relative a sistemi non più in uso, in violazione dei principi di limitazione della conservazione e di sicurezza dei dati.

L’Autorità ha anche accertato che la società, pur avendo notificato il data breach entro le 72 ore previste dalla normativa, non ha informato tempestivamente gli interessati, nonostante la violazione potesse rappresentare un rischio elevato per i loro diritti e libertà. La comunicazione agli utenti è avvenuta a distanza di circa due mesi dalla scoperta dell’incidente, solo dopo un provvedimento correttivo del Garante.

Con il provvedimento, il Garante ribadisce la necessità per i titolari del trattamento di adottare misure tecniche e organizzative adeguate e di assicurare una gestione tempestiva e trasparente delle violazioni dei dati personali. Le esigenze reputazionali rappresentate dalla società non possono prevalere sui diritti delle persone coinvolte.

Tratto da www.garanteprivacy.it – News del 21/05/2026

L’impatto ambientale delle e-mail: un problema sottovalutato

Nel mondo sempre più digitale in cui viviamo, spesso diamo per scontato l’uso della posta elettronica senza considerare il suo impatto ambientale. Sul sito https://carbonliteracy.com è possibile scoprire quante e in che modo queste azioni quotidiane pesano sul nostro ecosistema. Infatti ogni e-mail inviata contribuisce alle emissioni di CO2, e il peso ecologico di questo strumento è più significativo di quanto si possa immaginare.

Le emissioni di CO2 di un’e-mail possono variare notevolmente: le email bloccate da un filtro spam producono meno di un grammo di CO2 mentre un’email con un allegato superiore a 10 MB può arrivare a generare fino a 50 grammi di CO2.

Con un flusso medio di circa 100 email al giorno per persona, si stima che un singolo utente generi fino a 1,6 kg di CO2 quotidianamente solo attraverso l’uso della posta elettronica.

Il digitale non è esente da impatto ambientale

Molti considerano il digitale come una soluzione ecologica rispetto ai tradizionali metodi di comunicazione cartacea, ma la realtà è più complessa. Le infrastrutture digitali richiedono enormi quantità di energia per funzionare: server, data center e dispositivi IoT consumano risorse in modo significativo. Nel mondo esistono circa 700 milioni di server distribuiti in 3 milioni di data center. A questo si aggiungono 19 miliardi di dispositivi IoT connessi alla rete, dai frigoriferi intelligenti alle automobili, passando per i dispositivi di domotica e i piccoli accessori come i TAG per le chiavi.

Questa infrastruttura massiva richiede una quantità di energia colossale, rendendo sempre più urgente la necessità di adottare strategie sostenibili per la gestione dei dati e delle comunicazioni digitali.

Restando sulle email, i dati vengono duplicati fino a sei volte nei vari server per garantire la sicurezza e l’integrità delle informazioni, (Google adotta questo sistema di duplicazione) e ciò per ridurre il rischio di perdita. Ma quanta energia viene consumata per alimentare e raffreddare questi sistemi?

Cosa possiamo fare per ridurre l’impatto ambientale delle e-mail?

Ecco alcune azioni concrete per limitare l’impatto ambientale della nostra attività digitale:

  • Eliminare le iscrizioni a newsletter inutilizzate per ridurre il numero di e-mail ricevute.
  • Limitare il numero di e-mail inviate, evitando comunicazioni superflue.
  • Ridurre le dimensioni e il numero di allegati, utilizzando link a documenti condivisi anziché inviarli come file pesanti.
  • Pulire la cronologia delle conversazioni e-mail, cancellando i messaggi non più necessari.

Inoltre, la scelta del fornitore di servizi può fare la differenza.

Optare per provider che limitano la duplicazione dei dati a un massimo di tre copie e che utilizzano energia rinnovabile per i loro server è un piccolo ma significativo passo per ridurre la nostra impronta sull’ambiente.

Tratto da www.culturaeconsapevolezza.mase.gov.it

20 Maggio 2026