Che cos’è lo Shadow IT, quali sono i rischi e come proteggersi

 
 

Autore: Redazione Argonavis

 

Un recente studio di Kaspersky ha dimostrato che, negli ultimi due anni, l’11% delle aziende di tutto il mondo ha subito incidenti informatici causati dallo Shadow IT o “IT Ombra”.

La diffusione di questo fenomeno è incrementata con la consumerizzazione dell’IT e, più recentemente, con la crescita del lavoro in remoto.

Si presume che lo Shadow IT possa diventare una delle principali minacce alla sicurezza informatica aziendale entro il 2025.

Ma che cos’è lo Shadow IT?

Si parla di Shadow IT ogni volta che qualche dipendente utilizza servizi di information technology all’insaputa del responsabile IT.

Le attività incluse nello Shadow IT possono essere:

  • la sincronizzazione e la condivisione dei dati (ad esempio le email sincronizzate tra i dispositivi mobili personali del dipendente e il client desktop utilizzato in azienda);
  • l’utilizzo di piattaforme di backup alternative a quelle implementate dall’azienda (chiavette, dischi USB o servizi cloud);
  • l’utilizzo di dispositivi hardware dismessi dopo la modernizzazione o la riorganizzazione dell’infrastruttura IT che possono essere utilizzati “in the shadow” da altri dipendenti;
  • programmi su misura creati dagli specialisti e dai programmatori IT per ottimizzare il lavoro all’interno di un team/reparto o per risolvere problemi interni;
  • progetti di business che prevedono la condivisione di file, tramite allegati, con alcuni clienti.

I dipendenti e i team IT, di norma, impiegano l’IT Ombra perché consente loro di non attendere l’approvazione da parte del reparto IT o perché ritengono che offra migliori funzionalità per i loro scopi rispetto alle alternative offerte dall’IT.

Lo Shadow IT comporta significativi rischi di sicurezza per le aziende.

Poiché il team IT non è a conoscenza delle attività dell’IT Ombra, non le monitora, non ne controlla gli asset e non impiega contromisure alle loro vulnerabilità. Lo Shadow IT è quindi particolarmente suscettibile alle violazioni da parte degli hacker. 

Anche la protezione dei dati aziendali diventa problematica per gli IT manager perché gli utenti sono abituati a utilizzare strumenti e applicazioni al di fuori del processo di protezione definito dall’azienda.

I dati infatti, che entrano ed escono dall’azienda, possono essere creati, modificati, salvati e condivisi senza che questi passino da un file server sotto la supervisione dell’IT manager; il backup di tali dati non viene eseguito perché non se ne conosce l’esistenza. Ne consegue che gli IT manager non sono in grado di recuperare tali dati in caso di cancellazione accidentale o di accedere ai dati se il dipendente lascia l’azienda.

Per risolvere il buco di dati creati dallo Shadow IT ci sono alcune contromisure efficaci.

La prima è dare agli utenti gli strumenti di cui hanno bisogno per la protezione degli endpoint e per la sincronizzazione e condivisione dei dati in modo che non cerchino soluzioni alternative al di fuori delle soluzioni utilizzate dall’azienda.

Un’altra strategia efficace è quella di eseguire il backup in-house dei dati delle applicazioni cloud-based per la protezione contro la perdita accidentale di tali dati o, peggio, la cancellazione intenzionale di questi dati. Sarebbe preferibile limitare il lavoro dei dipendenti che utilizzano servizi esterni di terze parti e, se possibile, bloccare l’accesso alle risorse di scambio di informazioni cloud più diffuse.

I rischi legati all’utilizzo dello Shadow IT in un’organizzazione si possono ridurre anche eseguendo regolarmente un inventario delle risorse IT e scansionando la rete interna per evitare la comparsa di hardware e servizi non controllati.

Fonti:

https://www.zerounoweb.it/cloud-computing/shadow-it-protezione-sicurezza/

https://www.lineaedp.it/featured/shadow-it-ancora-un-rischio-reale-per-le-aziende/

19 Febbraio 2024

Lavoro: dal Garante Privacy nuove tutele per la email dei dipendenti. Varato un Documento di indirizzo sulla conservazione dei metadati

Tratto da www.garanteprivacy.it – Newsletter del 06/02/2024

I datori di lavoro pubblici e privati che per la gestione della posta elettronica utilizzano programmi forniti anche in modalità cloud da oggi hanno a disposizione nuove indicazioni utili a prevenire trattamenti di dati in contrasto con la disciplina sulla protezione dei dati e le norme che tutelano la libertà e la dignità dei lavoratori.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha infatti adottato un documento di indirizzo denominato “Programmi e servizi informatici di gestione della posta elettronica nel contesto lavorativo e trattamento dei metadati” rivolto ai datori di lavoro pubblici e privati.

Il documento nasce a seguito di accertamenti effettuati dall’Autorità dai quali è emerso che alcuni programmi e servizi informatici per la gestione della posta elettronica, commercializzati da fornitori anche in modalità cloud, sono configurati in modo da raccogliere e conservare – per impostazione predefinita, in modo preventivo e generalizzato – i metadati relativi all’utilizzo degli account di posta elettronica dei dipendenti (ad esempio, giorno, ora, mittente, destinatario, oggetto e dimensione dell’email). In alcuni casi è emerso anche che i sistemi non consentono ai datori di lavoro di disabilitare la raccolta sistematica dei dati e ridurre il periodo di conservazione.

Con il documento odierno il Garante chiede quindi ai datori di lavoro di verificare che i programmi e i servizi informatici di gestione della posta elettronica in uso ai dipendenti (specialmente in caso di prodotti di mercato forniti in cloud o as-a-service) consentano di modificare le impostazioni di base, impedendo la raccolta dei metadati o limitando il loro periodo di conservazione ad un massimo di 7 giorni, estensibili, in presenza di comprovate esigenze, di ulteriori 48 ore. Periodo considerato congruo, sotto il profilo prettamente tecnico, per assicurare il regolare funzionamento della posta elettronica in uso al lavoratore.

I datori di lavoro che per esigenze organizzative e produttive o di tutela del patrimonio anche informativo del titolare (in particolare, ad esempio, per specifiche esigenze di sicurezza dei sistemi) avessero necessità di trattare i metadati per un periodo di tempo più esteso, dovranno espletare le procedure di garanzia previste dallo Statuto dei lavoratori (accordo sindacale o autorizzazione dell’ispettorato del lavoro). L’estensione del periodo di conservazione oltre l’arco temporale fissato dal Garante può infatti comportare un indiretto controllo a distanza dell’attività del lavoratore.

6 Febbraio 2024

AppGuard: un agent che protegge il sistema operativo

 
 
 

AppGuard protegge il sistema operativo mediante l’applicazione di una policy a livello del kernel. E’ utile sia alle grandi sia alle piccole aziende.

La soluzione previene qualsiasi violazione bloccando l’esecuzione di processi inappropriati da parte delle applicazioni, pur consentendo di continuare a svolgere le normali azioni quotidiane.

Con AppGuard un agente si affianca all’antivirus dell’endpoint e controlla i programmi che vanno in esecuzione. Se l’eseguibile anzichè scrivere dati nell’area utente (user space) scrive nell’area di sistema (system space), e non è un componente di sistema, la soluzione lo blocca.

L’agent leggero di AppGuard (meno di 10MB) si posiziona a livello del kernel e blocca le azioni che ritenga non lecite come code injection o registry override a livello di processo.

Vengono così bloccati gli attacchi più avanzati, malware, ransomware, application exploitation, remote execution e altri attacchi sofisticati, arrestando i processi dannosi prima che prendano avvio.

Per ulteriori informazioni: dircom@argonavis.it

11 Gennaio 2024

Backup Cloud-to-Cloud

 
 
 

Con l’aumento dei malware, compresi gli attacchi ransomware e i data breach, è fondamentale per le aziende proteggere anche i dati in cloud.

Carbonite è una soluzione per il backup cloud-to-cloud e può essere utilizzata per mail, dati e file presenti in Microsoft 365, Google Workspace, Salesforce, Drop, Dropbox e prodotti correlati.

La soluzione è utile per recuperare subito mail, dati o file in cloud, persi o cancellati volontariamente o per errore.

Carbonite si collega alle varie applicazioni in cloud e fa il backup automatico giornaliero dei dati in cloud. I suoi Data Center si trovano in Europa, pertanto, i dati sono protetti dal GDPR (Regolamento n. 679/2016).

I backup sono senza limiti di storage e senza limiti di retention (spazio e tempo di conservazione illimitati).

Per ulteriori informazioni: dircom@argonavis.it

La direttiva NIS2, l’Unione Europea e le organizzazioni italiane: a che punto siamo?

 

Tratto da www.lineaedp.it – 05/12/2023

Autore: Redazione LineaEDP

 

Gli Stati membri dell’UE devono recepire la direttiva NIS2 entro il 17 ottobre 2024 e le misure inizieranno a entrare in vigore il 18 ottobre 2024: uno sguardo a un futuro ormai prossimo

 

 

Considerando l’aumento delle minacce informatiche come phishing, software dannosi e attacchi DoS, i governi di tutto il mondo hanno creato normative sulla sicurezza informatica. Nell’agosto 2016 l’UE ha introdotto la direttiva NIS, un regolamento volto a migliorare la capacità degli Stati membri di gestire gli attacchi informatici, oggi superata dalla direttiva NIS2. Dove stiamo andando, quali sfide devono affrontare le organizzazioni italiane e come possono essere aiutate? Una risposta arriva da Sangfor Technologies.

La direttiva NIS originale ha incontrato numerosi ostacoli nel suo obiettivo di migliorare gli standard di sicurezza informatica delle nazioni dell’UE. La recente digitalizzazione ha alimentato la crescita delle minacce informatiche, pertanto, per affrontare meglio tali attacchi e garantire una cybersicurezza uniforme in tutti gli Stati dell’UE, è emersa la richiesta di migliorare la direttiva NIS.

NIS2 è l’acronimo di Network and Information Security 2 Directive, ufficialmente nota come Direttiva (UE) 2022/2555. La Commissione Europea ha proposto che la NIS2 si basi sulla direttiva NIS originaria, o direttiva (UE) 2016/1148, correggendone le carenze. La direttiva NIS2 mira a migliorare la sicurezza informatica nell’UE e prepara le organizzazioni a essere pronte per qualsiasi potenziale minaccia informatica.

Gli Stati membri dell’UE devono recepire la direttiva NIS2 entro il 17 ottobre 2024 e le misure inizieranno a entrare in vigore il 18 ottobre 2024.

Cosa c’è di nuovo nella direttiva NIS2?

Per preparare meglio gli Stati dell’UE contro le minacce informatiche, la direttiva NIS2 ha incluso requisiti organizzativi più severi, estesi in quattro aree: la gestione del rischio, la responsabilità aziendale, gli obblighi di rendicontazione e la continuità aziendale.

La direttiva NIS contemplava 7 settori considerati infrastrutture critiche, ma la nuova direttiva ne include altri 8, per un totale di 15. NIS2 divide i settori in due entità: Essential Entity (EE) e Important Entity (IE).

Oltre ai requisiti severi, NIS2 richiede che le organizzazioni dispongano di misure minime di sicurezza informatica. Ciò include l’esecuzione di risk assesment, l’esecuzione di backup, la formazione per la sicurezza informatica, l’utilizzo dell’autenticazione a più fattori, l’utilizzo della crittografia e dell’encryption.

Per promuovere sanzioni coerenti in tutti gli Stati membri dell’UE, la NIS2 ha introdotto nuove norme uniformi. Le organizzazioni dell’UE che non rispettano la direttiva NIS2 possono essere soggette a tre tipi di sanzioni che includono rimedi non monetari, sanzioni amministrative e sanzioni penali.

Le entità essenziali (Essential Entities – EE) possono incorrere in sanzioni amministrative fino a 10 milioni di euro o al 2% del loro fatturato annuo globale, a seconda di quale sia il valore più alto. Le entità importanti (Important Entities – IE) possono incorrere in una multa fino a 7 milioni di euro o all’1,4% delle loro entrate annuali, a seconda di quale sia il valore più alto.

A chi si applica la NIS2?

NIS2 classifica 8 categorie come Entità Essenziali. Si tratta di Energia, Trasporti, Finanza, Pubblica Amministrazione, Sanità, Spazio, Approvvigionamento idrico e Infrastrutture digitali. NIS2 è applicabile alle organizzazioni di questi settori con oltre 250 dipendenti, un fatturato annuo di almeno 50 milioni di euro o uno stato patrimoniale di almeno 43 milioni di euro.

Sette settori rientrano tra gli Enti Importanti. Sono i servizi postali, la gestione dei rifiuti, i prodotti chimici, la ricerca, gli alimenti, la produzione e i fornitori digitali. La NIS2 si applica alle imprese di questi settori con un numero di dipendenti compreso tra 50 e 250 e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro o uno stato patrimoniale non superiore a 43 milioni di euro.

Come l’Italia prevede di implementare la NIS2: un breve studio

L’Italia punta a raggiungere l’autonomia strategica nazionale ed europea puntando sul dominio digitale. Il Paese ha lanciato la National Cybersecurity Strategy (NCS), che mira ad attuare 82 misure entro il 2026, attraverso tre obiettivi chiave: protezione, risposta, sviluppo.

Il quadro del National Cyber Crisis Management è suddiviso in tre livelli: politico, operativo e tecnico. Ciascuno di questi livelli ha un organo di governo che è responsabile della supervisione dei problemi e dell’implementazione. Ad esempio, a livello tecnico, CSIRT Italia è responsabile delle crisi rilevanti. Il paese seguirà un approccio graduale alle misure di gestione del rischio e agli obblighi di segnalazione.

Sangfor può aiutare le organizzazioni con la conformità NIS2

Sangfor Technologies è leader nelle soluzioni di sicurezza informatica e infrastruttura cloud con oltre 23 anni di esperienza. Sangfor supporta le organizzazioni nell’adesione alla direttiva NIS2 offrendo una suite completa di soluzioni di sicurezza che includono: · Network Secure: un firewall di nuova generazione progettato per salvaguardare le reti. · Endpoint Secure: una piattaforma di protezione degli endpoint che garantisce la sicurezza dei dispositivi. · Internet Access Gateway: un gateway web sicuro per un accesso sicuro a Internet. · Cyber Command: una soluzione di Network Detection and Response (NDR) focalizzata sul rile-vamento delle minacce di rete avanzate sotto forma di comportamenti anomali.

· Access Secure: una soluzione SASE (Secure Access Service Edge) per l’accesso remoto sicuro alle risorse di rete e cloud.

· Servizi Cyber Guardian: una gamma di servizi, tra cui Managed Detection and Response (MDR), Incident Response e Security Risk Assessment, per una maggiore sicurezza.

L’integrazione di questi prodotti nel framework XDDR (eXtended Detection, Defense, and Response) fornisce un solido ecosistema di sicurezza. Questa integrazione è in linea con i requisiti della direttiva NIS2 per una gestione completa del rischio. Essa aiuta le organizzazioni a ottenere informazioni in tempo reale su potenziali rischi come vulnerabilità, errori di configurazione e password deboli, che sono obiettivi primari per le minacce informatiche.

Utilizzando l’intelligenza artificiale (IA) e l’apprendimento automatico (Machine Learning), le soluzioni Sangfor offrono un rilevamento preciso e rapido delle minacce. La natura interconnessa di questi prodotti consente una risposta automatizzata e coordinata, riducendo significativamente l’impatto degli incidenti di sicurezza e supportando l’enfasi posta dalla direttiva NIS2 sulle strategie di sicurezza proattive e reattive.

Le tecnologie di Sangfor migliorano anche il rilevamento delle minacce correlando i dati tra diversi livelli di sicurezza, fornendo un contesto dettagliato per gli eventi della rete. Questa funzione è anche fondamentale per adempiere agli obblighi di comunicazione completi della direttiva NIS2, mentre gli strumenti di segnalazione integrati di Sangfor aiutano a generare i report necessari per la conformità normativa.

Per la continuità operativa, Sangfor incorpora funzionalità di ripristino all’interno delle proprie soluzioni. Ad esempio, Endpoint Secure include funzionalità di ripristino ransomware, che consentono il ripristino dei dati in caso di attacco. Inoltre, il servizio Cyber Guardian Incident Response (IR) offre assistenza esperta per una risposta tempestiva agli incidenti di sicurezza, per aiutare le aziende a tornare alle operazioni in totale sicurezza.

Per ulteriori informazioni sulle soluzioni di Sangfor Technologies: dircom@argonavis.it

11 Dicembre 2023