Cyber security: la sicurezza aziendale che ti salva la vita!

Tratto da BitMAT
Autore: Redazione BitMAT – 19/01/2021
 

BITMAT - Cyber security la sicurezza aziendale che ti salva la vita

Con il termine cyber security si intende la protezione dei sistemi informatici (computer, reti di telecomunicazione, smartphone, ecc.) e delle informazioni digitali da attacchi interni e, soprattutto, esterni. Sinonimi di questo termine sono IT security, ICT security, sicurezza informatica e sicurezza delle informazioni.

I principali attacchi hacker

1. Attacchi brute force (forza bruta) e password sicure

Le misure di sicurezza sono utilizzate per ridurre i rischi, non per eliminarli. Per capire questo concetto, partiamo dalle password. I malintenzionati che quotidianamente provano ad attaccare i servizi sul web utilizzano programmi specializzati che provano migliaia di password al secondo, ventiquattr’ore su ventiquattro. Questo il motivo per cui la password dovrebbe essere complessa: idealmente dovrebbe essere composta da caratteri casuali, in modo da non dare nessun indizio all’attaccante su quale potrebbe essere la password. L’unico modo per indovinarla a questo punto sarebbe quello che si chiama attacco di forza bruta o brute force, che consiste semplicemente nel provare tutte le password fino a che non si trova quella giusta.

Per creare password sicure esiste una soluzione chiamata password manager. I password manager sono piccoli programmi installabili su pc o su smartphone, che permettono di generare password casuali senza alcuno sforzo, conservandole e proteggendole per noi con un’unica password. Dovendo accedere a un servizio, dal password manager copiamo la sua specifica password e la incolliamo nella pagina di autenticazione senza più bisogno di ricordarla. L’unica password che ci dovremo ricordare, e che dovrà essere veramente buona, sarà quella di accesso al password manager.

2. Attacchi di phishing

Attacco di phishing è il metodo usato dai malintenzionati per convincere gli utenti ad accedere a un sito esca/fasullo utilizzando le proprie credenziali. Il sito all’apparenza è uguale a quello originale, ma nella realtà è gestito dagli stessi malintenzionati.

Come proteggersi? Due sono le soluzioni: abbandonare la semplice password a favore di meccanismi di strong authentication e monitorare gli accessi per rilevare anomalie. I due meccanismi possono essere uniti per utilizzare la sola password quando si tratta di accessi “normali’ o di operazioni poco critiche, utilizzando invece l’autenticazione forte per accessi anomali od operazioni critiche.

La tecnologia però da sola non basta: fondamentale che gli utenti siano sensibili al problema.

3. Ransomware (Cryptolocker)

Attraverso gli stessi canali, e principalmente con la posta elettronica, può entrare in azienda il ransomware. Si tratta di malware che, una volta installatosi su di un computer aziendale, cifra i file di dati a cui hanno accesso, costringendo l’azienda a pagare un riscatto (ransom) per avere le chiavi di decifratura.

E’ proprio grazie al ransomware se il panorama della cyber security è cambiato. Diverse erano infatti le aziende, soprattutto medio-piccole, con la convinzione di non essere particolarmente vulnerabili e interessanti per gli attacchi da Internet.

Come proteggersi dal ransomware?

Sicuramente uno strumento fondamentale è l’antivirus, utile a prevenire le infezioni. Va anche detto che però da soli sono sempre meno efficaci poiché chi scrive i malware acquista gli antimalware e testa i propri prodotti fino a che non riescono a non essere rilevati. Solo a quel punto li diffondono mettendo in difficoltà i produttori di antivirus che necessitano poi di tempo per rilevare queste nuove varianti di malware e per istruire i propri prodotti a riconoscerli.

Fra le procedure per la protezione dei propri dati dal ransomware, è fondamentale il processo di backup che permette all’azienda di ripristinare i propri dati limitandone i danni. Nulla garantisce però all’azienda che, una volta pagato il riscatto, otterrà effettivamente la chiave efficace per decifrare i file; sempre più spesso accade che la chiave non venga inviata o che un difetto del malware non permetta il recupero dei file nonostante si sia ricevuta la chiave.

Cyber security: prevenzione e difesa

Primo step è la sponsorizzazione da parte dei manager aziendali di iniziative atte alla sicurezza, non riducendola a un mero problema del reparto IT. Si tratta di tutelare il patrimonio aziendale: la protezione non è rivolta ai pc ma a tutte le informazioni di valore  per l’azienda.

Di conseguenza, il primo passo è identificare e valutare i rischi principali.

Da cosa partire? Da due documenti fondamentali: la policy di sicurezza e il regolamento utente. La policy di sicurezza è un documento che definisce i principi fondamentali nella gestione della sicurezza in azienda, si dichiara il commitment dell’azienda verso la protezione del proprio patrimonio informativo e si identificano le figure chiave che hanno in carico la gestione della cyber security, dando quindi loro l’autorevolezza per stabilire regole nell’uso e nella gestione del sistema informativo, diversamente difficile da far valere verso il personale. Il regolamento utente, invece, chiarisce quali sono i corretti e legittimi usi del sistema informativo e quali i comportamenti che gli utenti (personale ma anche consulenti, fornitori ecc.) devono tenere nell’utilizzo del sistema informativo aziendale e delle risorse quali Internet, posta elettronica, ecc.

A questi due documenti fondamentali si possono affiancare altre policy e procedure (gestione dei backup, gestione degli incidenti, ecc.) che, a seconda delle caratteristiche dell’organizzazione, possono essere più o meno strutturate.

Un’attenzione particolare va ai fornitori esterni: affidare la sicurezza a un servizio non significa scaricare il problema al fornitore pensando che non ci riguardi più; le risorse che si vogliono proteggere continuano ad essere patrimonio e responsabilità dell’azienda, che quindi dovrà assicurarsi che il livello della sicurezza del fornitore si mantenga adeguato, prima di tutto attraverso impegni contrattuali adeguati, e poi mediante audit e reportistica.

Infine, come anticipato, sono fondamentali la formazione e la sensibilizzazione del personale. Il comportamento e la disattenzione del personale sono la strada principale attraverso cui gli attaccanti riescono ad accedere al sistema informativo aziendale, molto più che attraverso vulnerabilità tecniche. La capacità degli utenti di comportarsi in modo sicuro e la formazione del personale tecnico sulle buone pratiche di sicurezza nella gestione del sistema informativo, sono quindi essenziali.

Perdita di dati e come comportarsi

Anche con la migliore gestione della sicurezza però, gli incidenti avvengono.

Come reagire?

L’azienda dovrà valutare se ripristinare sistemi e servizi o se invece non sarà più opportuno contenere l’incidente e raccogliere al contempo informazioni sull’attacco, attraverso quali canali è stato praticato e quali altre parti del sistema informativo sono state coinvolte, in modo da eliminare le vulnerabilità e migliorare la gestione della sicurezza.

Per gli incidenti più gravi, se definito, può anche scattare il piano di continuità operativa aziendale, in particolare le attività di disaster recovery che si occupano specificamente del ripristino dell’operatività del sistema informativo, sistema nervoso dell’azienda senza il quale questa non può funzionare a lungo.

La gestione della sicurezza, come si evince, richiede un impegno sia da parte delle piccole che delle grandi aziende che dovranno assegnare risorse coerenti con le esigenze aziendali.

Esigenze che finalmente le aziende cominciano a comprendere, investendo anche nei professionisti della cyber security, figure oggi molto ricercate.

26 Gennaio 2021

Backup e ripristino di Microsoft Teams nel NUOVO Veeam Backup for Microsoft Office 365 v5

Tratto da Blog Veeam
Autore: Karinne Bessette – 14/12/2020
 

Per anni Veeam si è affermata come la soluzione di backup n.1 per Office 365: questo è ancora più vero con la versione 5 di Veeam Backup for Microsoft Office 365, che aggiunge backup e ripristino specializzati per Microsoft Teams. La versione 5 comprende inoltre Veeam Explorer for Microsoft Teams, che consente una ricerca granulare tra i componenti di Teams, con un ripristino più rapido e semplice creato per Teams. Inoltre, Veeam ha apportato miglioramenti all’architettura, con un enorme incremento della scalabilità per supportare le aziende più grandi, e ha aggiunto delle nuove API RESTful per contribuire alla gestione dell’automazione.

 

Supporto al backup di Microsoft Teams

Microsoft Teams è uno strumento di collaborazione e comunicazione in tempo reale che ha conquistato il mercato, crescendo di oltre il 50% in 6 mesi e aggiungendo 115 milioni di utenti attivi ogni giorno (1). Teams rende più facile che mai rimanere in contatto, ora che il lavoro a distanza è diventato la norma. Sebbene i dati di Teams abbiano una propria retention di base, quest’ultima non protegge completamente dall’eliminazione accidentale o dalle minacce alla sicurezza che portano alla perdita di dati, né consente la retention a lungo termine a scopo di conformità o normativo.

Il metodo legacy del backup di Microsoft Teams consisteva nell’eseguire il backup dei punti dati sottostanti per Microsoft Teams in SharePoint Online, Exchange e OneDrive. In Veeam Backup for Microsoft Office 365 v5, Veeam sfrutta una nuova API di Microsoft che ci consente di leggere i metadati sottostanti per Microsoft Teams. Questi metadati consentono a Veeam di sapere quale punto dati sottostante è associato a quale canale, per un backup efficiente e un’esperienza di ripristino automatizzata senza interruzioni per Microsoft Teams.

Veeam Explorer for Microsoft Teams include il ripristino di canali, impostazioni, autorizzazioni, applicazioni e schede di Teams, inclusi dati e componenti. Le funzionalità di ricerca avanzate, inclusi 17 parametri di campo per file e post da cercare, rendono l’eDiscovery un gioco da ragazzi. L’explorer consente inoltre la flessibilità di ripristinare i canali di intere organizzazioni fino ai singoli file e messaggi con pochi clic.

 

 

Miglioramenti delle prestazioni

Le prestazioni sono sempre un argomento importante per i software di backup e Veeam Backup for Microsoft Office 365 non fa eccezione. La versione 5 introduce alcune modifiche significative per consentire un’elaborazione delle organizzazioni più veloce e con maggiore scalabilità. In questa versione, gli oggetti di SharePoint vengono ora elaborati in parallelo da ogni sito, il che accelera notevolmente l’elaborazione di siti di grandi dimensioni.

Molti miglioramenti di questa versione derivano dai proxy. Una singola installazione può ora gestire cinque volte il numero di proxy rispetto a prima, consentendo il backup di ambienti più grandi da una console centralizzata. Nella versione precedente, i proxy dovevano essere distribuiti sullo stesso dominio o su un dominio affidabile come il server di backup. Questa versione ora supporta la distribuzione di proxy in gruppi di lavoro, offrendo maggiore flessibilità per lo scale-out di un ambiente. Infine, per migliorare le prestazioni, la versione 5 fornisce un trasferimento dei dati di Office 365 due volte più veloce tra database locali e repository di object storage.

 

 

Aggiornamenti delle API RestFUL

Le API RESTful sono una parte essenziale di qualsiasi software e consentono l’automazione e la semplificazione dei flussi di lavoro. Con l’integrazione del nuovo explorer di Microsoft Teams, Veeam ha anche sviluppato una suite completa di API RESTful per integrare e automatizzare questi ripristini. I report mensili sull’utilizzo che aiutano i provider a estrarre in modo granulare le informazioni di ciascuna organizzazione per la fatturazione possono ora essere elaborati tramite API RESTful in formato JSON. Infine, le API RESTful di Veeam Backup for Microsoft 365 v5 comprendono la possibilità di aggiornare, revocare e aggiungere licenze utente.

 

(1) “L’utilizzo di Microsoft Teams aumenta del 50% a 115 milioni di utenti attivi giornalieri”, the Verge

 

Per informazioni: dircom@argonavis.it

18 Gennaio 2021

Veeam Backup for Microsoft Office 365 v5 c’è

Tratto da LineaEDP
Autore: Redazione LineaEDP – 04/12/2020
 
L’ultima versione di Veeam Backup for Microsoft Office 365 aggiunge la protezione dei dati per Microsoft Teams
 

Veeam Software annuncia la disponibilità generale dell’ultima versione del prodotto in più rapida crescita dell’azienda – Veeam Backup for Microsoft Office 365. La versione 5 aggiunge il backup e il ripristino appositamente creati per Microsoft Teams, rendendo più semplice che mai trovare e ripristinare rapidamente i dati dei team, inclusi gruppi, canali specifici e impostazioni. La protezione di questi dati è fondamentale: il passaggio al lavoro in remoto ha creato un’esplosione nell’adozione di Microsoft Teams nell’ultimo anno, con 115 milioni di utenti attivi giornalieri il mese scorso, in crescita del 475% rispetto ai 20 milioni di utenti attivi giornalieri di quasi 12 mesi fa.

Con una crescita del prodotto dell’85% anno su anno (YoY) nel terzo trimestre del 2020, Veeam Backup for Microsoft Office 365 ha superato i 133.000 download e sono decine di migliaia le aziende che si affidano a Veeam per la protezione dei dati di Office 365: Exchange Online, SharePoint Online, OneDrive for Business e, da oggi, backup e ripristino per Microsoft Teams.

Come sottolineato in una nota ufficiale da Danny Allan, Chief Technology Officer and Senior Vice President of Product Strategy di Veeam: «Microsoft Teams è al centro del processo di produttività di molte persone e detiene una preziosa proprietà intellettuale. La protezione dei dati Microsoft Teams è stata da sempre una sfida. Sebbene i dati di Microsoft Teams abbiano un loro metodo di conservazione di base, non sono completamente protetti dalla cancellazione accidentale o dalle minacce alla sicurezza e non consentono una conservazione a lungo termine per essere in linea con le regole di conformità normative, una grande preoccupazione per molte aziende. Teams non è un’applicazione autonoma: i dati sono distribuiti in Exchange Online, SharePoint Online e OneDrive for Business. Inoltre, le configurazioni dei vari team, che includono impostazioni, membri e struttura, sono componenti essenziali per garantire che i dati siano completamente protetti e recuperabili in modo semplice. Veeam risponde a questa esigenza critica del business proprio attraverso la nuova versione di Veeam Backup for Microsoft Office 365».

C’è anche il nuovo Veeam Explorer for Microsoft Teams

Oltre a salvaguardare le applicazioni, i canali e le schede di Microsoft Teams e tutti i loro dati, Veeam Backup for Microsoft Office 365 fornisce un’esperienza di recovery personalizzata e granulare grazie al nuovo Veeam Explorer for Microsoft Teams. L’Explorer è stato progettato appositamente per Microsoft Teams e include un potente eDiscovery con ampie funzionalità di ricerca che, combinato con un recupero dati efficiente, rende ancor più semplice cercare, trovare e ripristinare rapidamente i dati di cui i team hanno bisogno.

In conclusione, sia che si tratti di Microsoft Teams o dell’intero ambiente Office 365, è responsabilità di ogni azienda proteggere e tenere sotto controllo i propri dati.

Il support Microsoft Teams in Veeam Backup for Microsoft Office 365 v5 include:

Microsoft Teams backup: pieno controllo e protezione dei dati di Microsoft Teams

Recovery più rapido e più semplice: funzionalità di ripristino leader costruite appositamente per Microsoft Teams

eDiscovery senza pari: ricerca granulare tra i componenti di Microsoft Teams per una governance e una conformità senza precedenti.

La v5 offre una grande scalabilità grazie a nuovi miglioramenti architetturali che consentono di aumentare di 5 volte la scala per supportare le aziende più grandi. Inoltre, la nuova versione permette di utilizzare l’interfaccia utente per oltre 100.000 oggetti contemporaneamente. La versione 5 garantisce una velocità di archiviazione degli oggetti di Office 365 fino a 2 volte più veloce, oltre che all’elaborazione parallela per il processamento di enormi elenchi SharePoint Online e a chiamate PowerShell e Rest API che vengono eseguite in pochi secondi.

Veeam Backup for Microsoft Office 365 Community Edition fornisce gratuitamente il backup e il ripristino dei dati di Office 365 per un massimo di 10 utenti, 10 team e un TB di dati SharePoint.

Per informazioni: dircom@argonavis.it

10 Dicembre 2020

Videosorveglianza: le nuove FAQ del Garante Privacy. Le regole per installare telecamere

 
Tratto da www.garanteprivacy.it
 
 

Il datore di lavoro può installare un sistema di videosorveglianza nelle sedi di lavoro? Occorre avere una autorizzazione del Garante per installare le telecamere? In che modo si fornisce l’informativa agli interessati? Quali sono i tempi dell’eventuale conservazione delle immagini registrate? Si possono utilizzare telecamere di sorveglianza casalinghe c.d. smart cam?

Sono queste alcune delle domande cui rispondono le Faq messe a punto dal Garante per la protezione dei dati personali sulle questioni concernenti il trattamento dei dati personali nell’ambito dell’installazione di impianti di videosorveglianza da parte di soggetti pubblici e privati. I chiarimenti si sono resi necessari in ragione delle nuove previsioni introdotte dal Regolamento 2016/679, alla luce delle quali va valutata la validità del provvedimento del Garante in materia, che risale al 2010 e contiene prescrizioni in parte superate. Le Faq tengono conto anche delle Linee guida recentemente adottate sul tema della videosorveglianza dal Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) e contengono un modello di informativa semplificata redatto proprio sulla base dell’esempio proposto dall’EDPB.

Le Faq, disponibili da oggi sul sito dell’Autorità www.garanteprivacy.it, contengono indicazioni di carattere generale ispirate alle risposte fornite a reclami, segnalazioni, quesiti ricevuti dall’Ufficio in questo periodo.

Il Garante ha chiarito, ad esempio, che l’attività di videosorveglianza va effettuata nel rispetto del principio di minimizzazione dei dati riguardo alla scelta delle modalità di ripresa e alla dislocazione  dell’impianto, e che i dati trattati devono comunque essere pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità perseguite. In base al principio di responsabilizzazione, poi, spetta al titolare del trattamento (un’azienda, una pubblica amministrazione, un professionista, un condominio…) valutare la liceità e la proporzionalità del trattamento, tenuto conto del contesto e delle finalità dello stesso, nonché del rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche. Il titolare del trattamento deve, inoltre, valutare se sussistano i presupposti per effettuare una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati prima di iniziare il trattamento.

In merito all’informativa agli interessati, l’Autorità ha chiarito che può essere utilizzato un modello semplificato (esempio un semplice cartello) contenente le informazioni più importanti e collocato prima di entrare nell’area sorvegliata, in modo che gli interessati possano capire quale zona sia coperta da una telecamera.

Di particolare importanza, infine, le indicazioni sui tempi dell’eventuale conservazione delle immagini registrate: salvo specifiche norme di legge che prevedano durate determinate, i tempi di conservazione devono necessariamente essere individuati dal titolare del trattamento in base al contesto e alle finalità del trattamento, nonché al rischio per i diritti e le libertà delle persone. Al riguardo il Garante ha sottolineato che i dati personali dovrebbero essere – nella maggior parte dei casi (ad esempio se la videosorveglianza serve a rilevare atti vandalici) – cancellati dopo pochi giorni e che quanto più prolungato è il periodo di conservazione previsto, tanto più argomentata deve essere l’analisi riferita alla legittimità dello scopo e alla necessità della conservazione.

9 Dicembre 2020