GDPR: focus dei Garanti europei sul ruolo dei responsabili della protezione dei dati

 
Tratto da www.garanteprivacy.it – 15/03/2023
 
 

Il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) ha dato il via alla sua azione coordinata per l’attuazione del Regolamento nel 2023 (Coordinated Enforcement Framework – CEF 2023).

Nel corso dell’anno, 26 Autorità di controllo dello Spazio Economico Europeo (SEE), compreso il Garante europeo della protezione dei dati, parteciperanno al CEF 2023 focalizzandosi sulla designazione e la posizione dei Responsabili della protezione dei dati (RPD).

Operando come intermediari tra le Autorità di protezione dei dati, le persone fisiche e i titolari di trattamento pubblici e privati, i responsabili della protezione dei dati svolgono un ruolo essenziale nel contribuire al rispetto della normativa sulla protezione dei dati e nel promuovere una tutela efficace dei diritti degli interessati.

Per valutare se i RPD operino realmente nei termini previsti dagli articoli 37-39 RGPD e dispongano delle risorse necessarie per svolgere i propri compiti, le autorità di controllo realizzeranno le attività previste dal CEF a livello nazionale in diversi modi:

– saranno inviati questionari ai RPD per facilitare la raccolta di elementi istruttori ovvero per individuare la necessità di accertamenti formali;

– avvio di accertamenti formali;

– follow-up degli accertamenti formali in corso.

I risultati dell’attività congiunta saranno analizzati in modo coordinato e le autorità di controllo valuteranno eventuali azioni ulteriori a livello nazionale. Inoltre, attraverso l’aggregazione dei risultati, sarà possibile un’analisi più approfondita con un follow-up mirato a livello dell’UE. L’EDPB pubblicherà una relazione sui risultati di tale analisi una volta concluse le singole attività.

Si tratta della seconda iniziativa nell’ambito del Coordinated Enforcement Framework (CEF).

Le iniziative del CEF mirano ad armonizzare l’attuazione delle norme e la cooperazione tra le autorità di controllo.

Nel 2022, il tema prescelto è stato l’uso dei servizi cloud da parte del settore pubblico. Il 18 gennaio 2023 è stata pubblicata una relazione sui risultati di questa prima iniziativa del CEF.

Per ulteriori informazioni:

Cloud nella PA: i Garanti europei lanciano un’indagine coordinata

Cloud nella PA: le Autorità Ue chiedono il rispetto della privacy

 

16 Marzo 2023

Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR)

Il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) (regolamento UE 2016/679) è un Logo-Unione-Europea-2regolamento con il quale la Commissione Europea ha voluto omogeneizzare e rafforzare la protezione dei dati personali all’interno dell’Unione Europea. Il regolamento, trascorso il periodo di transizione andrà a sostituire la direttiva sulla protezione dei dati (direttiva UE 95/46 del 1995).

Il periodo di transizione durerà due anni, ed entrerà pienamente in vigore il 25 maggio 2018.
A differenza di una direttiva, questo provvedimento è un regolamento che viene applicato senza richiedere che i governi nazionali lo recepiscano con delle leggi nazionali.

Secondo il nuovo regolamento sono da considerarsi dati personali qualsiasi informazione riguardante una persona fisica, sia che si riferisca alla sua vita privata che la sua vita professionale o pubblica.

Può essere qualsiasi tipo di informazione: un nome, una foto, un indirizzo e-mail, coordinate bancarie, messaggi su siti web o social network, informazioni mediche, o l’indirizzo IP di un computer.

Il regolamento si applica oltre alle aziende ed alle organizzazioni con sede all’interno di un paese dell’Unione Europea, anche a quelle società extra comunitarie che trattano i dati di cittadini europei.

Dal 2018 tutte le aziende che trattano i dati di cittadini europei dovranno attenersi scrupolosamente al GDPR.

In caso di incidente informatico e violazione dei dati, sono previste multe, per le aziende, fino al 4% dei loro ricavi annui o 20 milioni di Euro (si applica il valore maggiore), oltre all’obbligo di informare l’autorità di vigilanza del proprio paese.

Le attività da svolgere per essere compliance sono numerose ed il tempo a disposizione (2 anni circa) non è molto.

argonavislabArgonavis è a vostra disposizione per fornirvi ulteriori informazioni ed illustrarvi come proteggere i vostri sistemi impiegando le più diffuse best practies ed utilizzando le tecnologie più efficaci.

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6 Luglio 2016