Sangfor introduce qemu-cp, il nuovo motore per cold migration e cloning che ottimizza il trasferimento delle immagini disco e riduce i tempi di downtime
Sangfor Technologies – specialista globale nel settore della cybersecurity e del cloud computing integrato e abilitato all’intelligenza artificiale – sostituisce in Sangfor HCI lo strumento di trasferimento per le operazioni di cold migration e cloning con un nuovo motore progettato appositamente: qemu-cp. Il risultato è un trasferimento dei dischi delle VM fino a 5 volte più veloce rispetto all’implementazione nativa di VMware, sulla base di test comparativi eseguiti in laboratorio su dischi con capacità da 500 GB a 3.072 GB.
Quando i team IT enterprise pianificano il refresh dell’infrastruttura virtuale, la migrazione della piattaforma o progetti di riequilibrio dei workload, le operazioni di cold migration e cold clone rappresentano due delle attività più critiche e diffuse per trasferire le immagini disco delle macchine virtuali tra differenti sistemi o location di storage. Le VM enterprise di dimensioni standard, che in precedenza richiedevano diverse ore di downtime, possono ora essere migrate in meno di 20 minuti. I progetti di migrazione massiva da VMware a HCI, che coinvolgono centinaia di VM, si riducono da diverse settimane a pochi interventi di manutenzione programmati, concentrati in specifiche finestre serali.
Come Sangfor HCI accelera Cold Migration e Cloning
Il team R&D di Sangfor dedicato all’infrastruttura iperconvergente ha riprogettato il workflow di cold migration e cloning, sostituendo il tradizionale processo di trasferimento general-purpose con un’architettura ottimizzata specificamente per la gestione delle immagini disco delle macchine virtuali.
Le versioni precedenti di Sangfor HCI si affidavano a sfscp, uno strumento proprietario di copia file sviluppato internamente per gli scenari di disk image, con supporto alla copia tra host differenti. Pur offrendo prestazioni superiori ai comuni strumenti di trasferimento, sfscp presentava limitazioni intrinseche che ne frenavano le performance. L’ultima release di Sangfor HCI lo sostituisce con qemu-cp, un’utility specificamente ottimizzata per la migrazione delle immagini disco, che introduce due vantaggi fondamentali:
- Trasferimento dei soli dati effettivi: qemu-cp elabora esclusivamente i dati utente realmente validi, ignorando le aree sparse non utilizzate e le regioni a zero, eliminando l’I/O superfluo dovuto alla scrittura dello spazio vuoto sul disco di destinazione. Non servono più scansioni complete del disco per identificare e scrivere le aree a zero: per molti workload enterprise, il volume di dati da trasferire si riduce fino al 90%.
- Elaborazione parallela multithread e a coroutine: la nuova architettura sfrutta un meccanismo di elaborazione concorrente basato su più coroutine, sfruttando al massimo il throughput disponibile di storage e rete e accelerando le operazioni di copia delle immagini disco.
Il valore concreto per i team IT enterprise
L’incremento prestazionale fino a 5x nelle operazioni di cold migrato e cloning si traduce in vantaggi misurabili per organizzazioni di qualsiasi dimensione: finestre di manutenzione drasticamente ridotte, refresh VMware più rapidi, workload rebalancing più efficiente, nessun compromesso sulla consistenza dei dati.
Per ulteriori informazioni sulle soluzioni Sangfor: dircom@argonavis.it
Tratto da www.lineaEDP – 01/09/2026
Autore: Redazione LineaEDP
Sangfor Technologies potenzia la memoria dei server con il Memory Tiering su NVMe
La tecnologia permette di aumentare la capacità di memoria senza acquistare RAM aggiuntiva, ottimizzando performance e costi
Sangfor Technologies – specialista globale nel settore della cybersecurity e del cloud computing integrato e abilitato all’intelligenza artificiale – annuncia un’innovativa funzionalità del proprio Sangfor Virtualization Stack (conosciuto anche come Sangfor HCI): il Memory Tiering su NVMe.
Si tratta di una gerarchia di memoria definita via software progettata per espandere la capacità di memoria effettiva dei server senza il costo elevato di ulteriore RAM fisica. Il principio fondamentale consiste nello spostamento automatico delle pagine di memoria meno utilizzate dalla veloce DRAM a SSD NVMe ad alte prestazioni, aumentando di fatto la densità di memoria disponibile.
L’architettura gerarchica
L’architettura è strutturata in due livelli distinti, gestiti da un modulo proprietario integrato nel kernel Linux. Il Tier 0, o “Hot Tier”, corrisponde alla DRAM fisica ad alta velocità, che ospita i dati “caldi” ad alta frequenza di accesso. Il Tier 1, o “Cold Tier”, è costituito da SSD NVMe ad alte prestazioni utilizzati come livello di archiviazione per le pagine di memoria inattive. In questa gerarchia, il dispositivo NVMe non è trattato come storage tradizionale, ma funziona come un livello di memoria “fredda” dedicato, con latenza di accesso nell’ordine dei microsecondi e valori di IOPS elevati per garantire reattività durante lo scambio frequente di pagine da 4KB.
I meccanismi di gestione
Il modulo di gestione del memory tiering integra tre capacità tecniche principali. Prima, l’identificazione dei dati caldi e freddi, grazie a un monitoraggio continuo degli accessi e all’analisi dei pattern, per distinguere accuratamente l’insieme di lavoro attuale (Actual Working Set). Secondo, la migrazione della memoria: le pagine inattive vengono declassate dalla DRAM al livello NVMe, liberando capacità per i dati più attivi, mentre le pagine calde vengono promosse nuovamente in DRAM al momento dell’accesso, aggiornando la mappatura della memoria. Terzo, il monitoraggio e l’osservabilità, che permettono di tracciare la distribuzione dei dati e le metriche di migrazione, aiutando gli amministratori a individuare eventuali colli di bottiglia e a pianificare efficacemente la capacità.
I principi operativi e la trasparenza
Il sistema è completamente trasparente per applicazioni e macchine virtuali, che continuano a vedere la memoria come uno spazio contiguo senza necessità di modifiche al codice. In caso di accesso a una pagina presente in DRAM, la latenza rimane nell’ordine dei nanosecondi; in caso di “DRAM Miss”, viene attivata una promozione sincrona prima di restituire i dati alla CPU. Il meccanismo rispetta l’architettura NUMA, privilegiando la DRAM locale e posizionando correttamente le pagine promosse. Lo stack supporta l’espansione della RAM logica fino a un massimo pari a una volta la RAM fisica: ad esempio, 512GB di DRAM combinati con un disco NVMe possono fornire fino a 1TB di RAM logica.
Consigli di utilizzo
“La funzionalità è ottimizzata per scenari poco sensibili alla latenza, come ambienti di sviluppo e test, applicazioni da ufficio, file sharing, web server, API gateway e VDI 2D per uffici generici – spiega Simone Protano, Senior PreSales Manager, di Sangfor Technologies – Non è invece consigliata per sistemi critici in termini di prestazioni, come database core, sistemi di trading o altre applicazioni aziendali mission-critical ad alta priorità”.
Per ulteriori informazioni sulle soluzioni Sangfor: dircom@argonavis.it
Tratto da www.lineaEDP – 13/04/2026
Autore: Redazione LineaEDP
Sangfor HCI – Alta Affidabilità Iperconvergente per la Business Continuity – Registrazione Webinar
Il 16 febbraio scorso il nostro partner Sangfor ha tenuto una sessione tecnica in DEMO Live della soluzione HCI con lo scopo di dare l’esatta percezione della semplicità di utilizzo in tutte le sue funzionalità:
- Unica console di management centralizzata in HTML5,
- creazione e gestione di VM e Virtual Storage,
- Network virtualizzato e Security,
- Backup e ripristino,
- integrazione e gestione degli UPS.
Sangfor HCI offre soluzioni di Business Continuity, dalle architetture più semplici, partendo con minimo 2 nodi in direct attach, alle più complesse, contando sulla scalabilità a caldo senza limiti né vincoli di terze parti.
Per ulteriori informazioni o chiarimenti: dircom@argonavis.it
