Veeam Software ottiene la certificazione ACN ed entra nel Catalogo dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale per i servizi cloud

L’inserimento nel Catalogo delle Infrastrutture digitali e dei Servizi cloud dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) rafforza il posizionamento di Veeam come partner per la resilienza dei dati della PA

Veeam Software, la Data and AI Trust Company, annuncia il proprio inserimento nel Catalogo delle Infrastrutture digitali e dei Servizi cloud dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). Il riconoscimento rappresenta un importante traguardo per Veeam e conferma l’impegno dell’azienda nel supportare la Pubblica Amministrazione italiana nel percorso di modernizzazione delle infrastrutture IT, garantendo al contempo elevati livelli di protezione e resilienza dei dati.

Le organizzazioni della PA possono da oggi individuare le offerte Veeam all’interno del quadro definito dall’Agenzia per l’adozione di infrastrutture e servizi cloud qualificati. In un momento in cui le amministrazioni italiane sono chiamate a modernizzare i propri ambienti IT e ad affrontare un panorama di minacce informatiche sempre più complesso, la capacità di proteggere, recuperare e mantenere disponibili i dati rappresenta un elemento fondamentale della resilienza digitale.

L’offerta Veeam per l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale comprende servizi cloud dedicati alla protezione e alla resilienza dei dati, attraverso modelli Cloud Storage-as-a-Service e Backup-as-a-Service. In particolare, Veeam Data Cloud Vault per Azure e AWS offre uno storage cloud dedicato al backup, mentre Veeam Data Cloud mette a disposizione servizi di Backup-as-a-Service per Microsoft 365, Microsoft Entra ID, Salesforce e Azure IaaS. Queste soluzioni consentono alle organizzazioni di proteggere dati e workload distribuiti su diversi ambienti cloud attraverso servizi gestiti, adottando un approccio unificato e riducendo la complessità operativa.

Il riconoscimento ottenuto da Veeam rafforza il posizionamento dell’azienda nel settore pubblico italiano e amplia le opportunità per le Pubbliche Amministrazioni di accedere a servizi dedicati alla protezione e alla resilienza dei dati in ambienti cloud e ibridi. L’offerta Veeam è pensata per aiutare le organizzazioni a proteggere i propri dati, garantirne la disponibilità e accelerarne il ripristino in caso di incidenti, contribuendo a rafforzare la continuità operativa e la resilienza delle infrastrutture digitali della PA.

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Tratto da www.lineaedp.it

Autore: Redazione LineaEDP – 14/09/2026

17 Settembre 2026

Veeam Data Platform v13.1 è ora disponibile

La nuova release rafforza il Data and AI Trust ampliando il supporto alle piattaforme, potenziando il rilevamento delle minacce prima del ripristino e la protezione delle applicazioni enterprise, per garantire il recupero di dati affidabili negli ambienti ibridi

Veeam Software, la Data and AI Trust Company, ha annunciato oggi la disponibilità generale di Veeam Data Platform v13.1, una nuova release che innalza lo standard del settore per la resilienza dei dati, combinando l’innovazione della piattaforma con la scalabilità enterprise. La nuova versione amplia le possibilità di scelta dei clienti con il supporto a sei nuove piattaforme hypervisor, estende la scansione malware ai sistemi NAS, potenzia il rilevamento delle minacce nel cloud e introduce una protezione più avanzata per le applicazioni enterprise EPIC EHR, Db2 per Windows e Oracle, aiutando le organizzazioni a garantire la continuità operativa anche in caso di interruzioni e a ripristinare i dati da punti di ripristino affidabili.

Veeam Data Platform v13.1: le novità

  • Supporto a sei nuove piattaforme hypervisor: Veeam Data Platform amplia il supporto agli hypervisor con l’integrazione nativa di sei nuove piattaforme: Red Hat OpenShift Virtualization, Sangfor aSV, XCP-ng, Citrix XenServer, VergeIO e Platform9. Il numero complessivo degli hypervisor supportati sale così a 14, con ulteriori integrazioni in arrivo tramite la Universal Hypervisor API, aiutando i clienti a proteggere le nuove piattaforme fin dal primo giorno e a rispondere rapidamente alle iniziative di modernizzazione e all’aumento dei costi di VMware.
  • Protezione delle applicazioni enterprise su larga scala, senza strumenti dedicati: Veeam Data Platform rafforza la protezione dei workload enterprise grazie a un supporto specifico per EPIC EHR, Db2 su Windows e Oracle con incremental merge, oltre all’Application Backup Repository per le applicazioni personalizzate. Le organizzazioni possono consolidare i workload mission-critical su un’unica piattaforma, riducendo la proliferazione di strumenti dedicati e beneficiando di controlli di sicurezza, reporting e orchestrazione del ripristino unificati nei settori sanitario, finanziario e in molti altri.
  • Rilevamento e risposta alle minacce estesi ai principali ambienti che ospitano i dati: Veeam Data Platform v13.1 rafforza la preparazione al ripristino con funzionalità di sicurezza avanzate, tra cui la scansione malware per i sistemi NAS, il rilevamento esteso delle minacce nel cloud per Azure, Active Directory Forest Recovery per accelerare il ripristino delle identità dopo un incidente informatico, l’allineamento della crittografia post-quantum agli standard NIST e il supporto FIPS per ambienti ibridi. Grazie al rilevamento delle minacce prima del ripristino, i team possono verificare i punti di ripristino e recuperare dati affidabili e privi di malware.
  • Storage e conservazione dei dati più efficienti grazie ai miglioramenti per i NAS: Veeam Data Platform v13.1 introduce nuove funzionalità per i sistemi NAS che ottimizzano la conservazione a lungo termine trasferendo direttamente i dati su AWS S3 Glacier, Azure Archive e altri sistemi di archiviazione, contribuendo a ridurre l’occupazione dello storage senza compromettere la conformità normativa e l’affidabilità del ripristino.

Veeam Data Platform v13.1 è disponibile da oggi. Il plug-in per Red Hat OpenShift Virtualization sarà disponibile nel corso del terzo trimestre.

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Tratto da www.lineaedp.it

Autore: Redazione LineaEDP – 30/07/2026

6 Agosto 2026

Backup e Data Protection: Veeam celebra dieci anni da Leader secondo Gartner

Veeam Software, la Data and AI Trust Company, è stata posizionata da Gartner nel Quadrante dei Leader del Gartner Magic Quadrant 2026 per le piattaforme di Backup & Data Protection. Si tratta della decima volta consecutiva che Veeam viene nominata Leader. Per la settima volta consecutiva, inoltre, Veeam è stata posizionata al primo posto per la Ability to Execute.

Veeam offre un livello unificato di fiducia (trust layer) che collega dati, identità, accessi e resilienza, consentendo alle aziende di operare in sicurezza nell’era degli agenti AI, in cui la sicurezza parte dai dati. Questa fiducia è fondamentale e combina resilienza operativa e resilienza cyber con la capacità di comprendere, proteggere e governare i dati sia negli ambienti di produzione sia in quelli di backup, consentendo alle organizzazioni di ridurre il rischio e ripristinare con fiducia ciò che conta di più.

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Tratto da www.lineaedp.it

Autore: Redazione LineaEDP – 01/07/2026

2 Luglio 2026

Cosa c’è di nuovo in Veeam Recovery Orchestrator 7.2?

Nel 2025 le imprese dovranno affrontare sfide sempre più impegnative per soddisfare i nuovi requisiti normativi e mantenere la conformità. Quest’anno segna la piena implementazione del Digital Operational Resilience Act (DORA) per i paesi che fanno parte dell’Unione Europea (UE), che richiede alle istituzioni finanziarie e ad alcuni provider di servizi di terze parti di dimostrare la loro capacità di resistere, rispondere e ripristinare da varie interruzioni e minacce informatiche. Nel frattempo, negli Stati Uniti, la Cybersecurity, and Infrastructure Security Agency (CISA) sta finalizzando le normative obbligatorie sulla segnalazione degli attacchi informatici per quelle organizzazioni che rientrano nella categoria delle infrastrutture critiche come definito dal Cyber Incident Reporting for Critical Infrastructure Act (CIRCIA).

Queste normative in evoluzione derivano dal crescente volume e dalla sofisticazione delle minacce informatiche, che continuano a mettere sotto pressione le aziende. Per rimanere all’avanguardia, le organizzazioni devono dare la priorità a test regolari, documentazione approfondita e aggiornamenti continui dei loro piani di risposta agli incidenti, garantendo di rimanere resilienti e conformi in un panorama normativo sempre più complesso. Fortunatamente, Veeam Data Platform può aiutare le organizzazioni di tutte le dimensioni a soddisfare queste esigenze e, con gli ultimi aggiornamenti resi disponibili in Veeam Recovery Orchestrator 7.2, creare documentazione e orchestrare i piani di ripristino informatico non è mai stato così facile.

Nell’ultima release, la portabilità dei dati è stata un obiettivo chiave con l’aggiunta del supporto per più origini e destinazioni per i piani di ripristino. Ad esempio, le organizzazioni che desiderano ripristinare o migrare i propri dati da vSphere a un’altra posizione ora possono eseguire il ripristino su VMware, Microsoft Azure o Microsoft Hyper-V.

Per ulteriori informazioni sulle soluzioni Veeam: dircom@argonavis.it

1 Aprile 2025

Piano di risposta al ransomware in 6 passaggi – Seconda parte

Fase 3: Comunicazione e reportistica

Segnalare l’incidente e comunicare in modo trasparente l’accaduto con le parti interessate. Comunicazioni tempestive contribuiranno a mitigare le conseguenze a lungo termine, come la perdita di credibilità e i danni punitivi.

Le azioni da intraprendere includono:

Comunicare internamente: Informare immediatamente tutti i dipendenti e i reparti interessati e comunicare loro le misure adottate per contenere l’incidente. Emanare periodicamente aggiornamenti.

Informare le autorità competenti: Riportare l’incidente alle forze dell’ordine locali o nazionali come richiesto dalle ordinanze locali. Assicurarsi di soddisfare tutti gli obblighi legali relativi a specifiche normative sulla privacy e sulla protezione dei dati.

Comunicare con l’esterno: Informare i clienti e i partner commerciali dell’incidente e rilasciare informazioni appropriate sull’entità del danno. Notare che è normale che i criminali minaccino di diffondere informazioni riservate per costringere le vittime a pagare il riscatto.

Essere trasparenti: Se da un lato è naturale che le aziende vogliano nascondere informazioni dannose, dall’altro le notizie di attacchi informatici sono inevitabili. La trasparenza riduce al minimo i danni alla reputazione, aiuta gli investigatori e offre alle parti interessate l’opportunità di adottare misure per proteggere i dati sensibili.

Fase 4: Strategie di contenimento

Prima di intraprendere azioni per sradicare il ransomware dal sistema, acquisire le immagini del sistema e il contenuto della memoria volatile di tutti i dispositivi infetti. Queste informazioni sono utili durante le indagini forensi per determinare cosa è successo e in che modo i sistemi sono stati compromessi. È fondamentale preservare le informazioni volatili memorizzate nella memoria di sistema, nei registri di sicurezza e nei buffer di registro del firewall.

Rivolgersi alle forze dell’ordine, all’agenzia di cybersecurity nazionale e al fornitore di servizi di sicurezza per identificare se i ricercatori hanno sviluppato strumenti di decrittazione o identificato difetti di crittografia utilizzabili per decrittografare i dati. Queste risorse possono anche fornire informazioni aggiuntive sui passaggi per identificare i sistemi interessati e su come disattivare i file binari del ransomware.

Altri passaggi includono:

  • Identificazione dei sistemi coinvolti
  • Disabilitazione degli endpoint VPN, basati sul cloud ed esposti pubblicamente
  • Disattivazione della crittografia dei dati lato server
  • Identificazione dei meccanismi di persistenza interni ed esterni.

Fase 5: Strategie di eradicazione

L’obiettivo principale della strategia di estirpazione è la rimozione di tutte le tracce di ransomware e malware dai sistemi (questione distinta dai dati). Sebbene a volte sia possibile disinfettare i sistemi, in genere è più semplice e sicuro cancellarli e ricostruirli da zero utilizzando modelli e immagini pulite.

I passaggi includono:

  • Pulire o sanificare tutti i sistemi infetti
  • Ricostruire i sistemi aziendali, a partire da quelli critici
  • Reimpostare tutte le password
  • Gestire e bloccare le vulnerabilità, i siti Web e il malware identificati.

Una volta eliminate tutte le tracce del ransomware e ricostruiti i sistemi, occorre far emanare una dichiarazione dall’autorità IT designata per confermare che l’incidente ransomware è terminato.

Fase 6: Rispristino e restauro

A questo punto, è possibile ripristinare i dati e tornare al lavoro. È anche il momento in cui si beneficerà della lungimiranza che ha portato a utilizzare soluzioni innovative per ripristinare rapidamente dagli attacchi ransomware. Veeam offre diverse soluzioni, tra cui una replica di backup per creare una macchina virtuale attivabile e utilizzabile rapidamente.

Le fasi del ripristino e del restauro includono:

  • Usare backup sicuri per ripristinare i sistemi
  • Assicurarsi che i backup siano puliti, in modo da non reinfettare i sistemi puliti durante il ripristino
  • Implementare le lezioni apprese dall’attacco per rafforzare le misure di sicurezza
  • Implementare soluzioni di monitoraggio continuo del ransomware
  • Completare una valutazione post-incidente.

Best practice per la risposta agli incidenti ransomware

L’incidenza degli attacchi ransomware è tale da giustificare la loro inclusione nella stessa categoria degli altri piani di gestione della continuità aziendale. Questi includono strategie per affrontare incidenti gravi, disastri naturali e disaster recovery.

Il punto di partenza per un piano di risposta agli incidenti ransomware è un piano di ripristino accuratamente studiato e documentato. In genere, questo piano include tutte le parti interessate, una chiara dichiarazione degli obiettivi di ripristino e delle strategie di comunicazione. Il piano identifica i responsabili e definisce chiaramente le azioni da intraprendere in caso di attacco ransomware.

Ecco alcuni aspetti da considerare:

Team di risposta: Identificare tutti i membri del team di risposta, le loro responsabilità e funzioni. Nominare un leader designato responsabile del coordinamento delle attività.

Inventario: Compilare un elenco completo di tutte le risorse hardware e software fisiche e cloud, insieme ai diagrammi di come queste si interconnettono, comprese le funzionalità speciali come VPN, cloud privati virtuali, WAN e API.

Funzioni critiche: Elencare e assegnare priorità a funzioni aziendali critiche, applicazioni, set di dati e backup.

Elenco dei contatti di emergenza: Includere tutti i dipendenti, i provider di servizi, i fornitori e i clienti che potrebbero essere interessati da un incidente ransomware.

Formazione: Formare i membri del team sui loro ruoli e responsabilità e simulare un incidente con un Kit di Prevenzione Ransomware per assicurarsi che tutti abbiano familiarità e si sentano a proprio agio nel proprio ruolo.

Piano d’azione per il ransomware: Preparare un piano d’azione dettagliato di risposta al ransomware.

Lezioni apprese: Documentare le lezioni apprese durante le simulazioni di addestramento e gli attacchi reali.

La formalizzazione e l’adozione di queste best practice per la protezione dal ransomware aiuteranno l’organizzazione a rispondere in modo rapido ed efficace in caso di attacco e garantiranno di disporre di backup puliti per ripristinare e riconnettere i servizi.

Inizia con Veeam

Sebbene sia sempre possibile ricreare le strutture IT, un’azienda non può sopravvivere a un attacco ransomware se non può accedere a dati puliti. La soluzione di backup online di Veeam risolve questo problema. Veeam offre un’unica soluzione che dà il controllo totale sul ripristino con immutabilità multi-livello, monitoraggio completo e automazione. Veeam funziona con le comuni soluzioni basate sul cloud e con le soluzioni on-premises per Windows, Linux e Mac.

Per informazioni sulle soluzioni Veeam: dircom@argonavis.it

7 Febbraio 2025