Proteggi l’azienda dagli attacchi di phishing

Tratto da Blog Veeam
Autore: Gil Vega – 21/04/2022
 

Lo sapevi che oltre il 90% di tutti gli attacchi e delle violazioni di dati andati a segno iniziano con una truffa di tipo phishing? Sai cos’è il phishing e come proteggere la tua azienda da questo tipo di attacchi?

Le truffe di phishing sono tentativi da parte dei criminali informatici di indurre gli utenti a eseguire un qualche tipo di azione come fare clic su un link, inserire credenziali, aprire un allegato o persino apportare modifiche al processo di un’azienda. Queste truffe sono più comunemente inviate come e-mail dannose, ma possono anche assumere altre forme. Possono celare un ransomware, causare l’installazione di software dannoso (virus, trojan, worm), il furto di credenziali, una sottrazione di denaro, la perdita di dati o persino il furto di identità. I phisher fanno leva su comportamenti comuni, come fidarsi di chi si conosce, per indurre le persone a fare qualcosa che normalmente non farebbero.

Metti a punto le difese

Se un phishing ha lo scopo di ingannarti, come puoi proteggere la forza lavoro? Sembra un bersaglio mobile, e in effetti lo è. Dato che i phisher oggi cambiano le proprie tattiche per ingannare le persone, è più importante che mai prepararsi in modo da poter essere sempre un passo avanti.

Puoi prepararti potenziando le difese tecniche e considerando la forza lavoro come un’estensione del team di sicurezza. Avere filtri antispam adeguati, un gateway e-mail sicuro e utilizzare protocolli di autenticazione e-mail standard (come DMARC, DKIM o SPF) e altre tecnologie sono tutti elementi chiave per impedire al phishing di entrare nelle caselle di posta, ma è inevitabile che prima o poi raggiunga qualcuno dei tuoi dipendenti. Ed è sufficiente un solo clic di un’unica persona per creare uno scompiglio tale da richiedere ai team di sicurezza di fare gli straordinari.

Non preferiresti che i dipendenti fossero pronti a riconoscere e segnalare un’e-mail di phishing invece di fare clic su di essa? Io sicuramente sì. Ecco perché metto al primo posto la formazione continua sulla sensibilizzazione alla sicurezza. Istruisci i dipendenti su cosa sono le truffe di phishing e su come identificarle. Se possibile, metti alla prova la loro capacità di identificarle e premiali quando le individuano. Incoraggia i dipendenti a segnalare e-mail sospette al team di sicurezza, e questa indicazione è ancora più efficace se hai predisposto un modo semplice per farlo. Non lasciare che il phishing o la sicurezza diventino un argomento trattato una volta all’anno, la conversazione deve essere continua.

Anatomia di un attacco di phishing

Una volta che ti sei impegnato a preparare la forza lavoro, devi capire chi devi affrontare. Come funziona il phishing e cosa cercano i phisher?

Il concetto alla base del phishing è semplice e non è una novità. Ricordi in passato di aver ricevuto una telefonata che ti comunicava di aver vinto un concorso, a cui non ricordavi di aver partecipato? Eri così entusiasta che hai comunicato al chiamante tutte le informazioni necessarie per ottenere il premio. Lo stesso concetto si applica oggi al phishing, solo che ora avviene tramite e-mail o un altro canale di comunicazione digitale.

I phisher non sono altro che degli “artisti della truffa”: sfruttano comportamenti umani, come fidarsi delle persone che conoscono, per indurle a fare qualcosa che normalmente non farebbero.

Didascalia grafica: Email inviata – Il destinatario cade nella trappola – Il destinatario compie l’azione attesa –
L’informazione viene sottratta o il computer è infettato

Ad esempio, un phisher invia un’e-mail a un destinatario. All’interno di questa e-mail sono disseminate delle esche per cercare di convincere il destinatario a intraprendere qualsiasi azione venga richiesta. Le e-mail di solito contengono collegamenti ipertestuali o allegati, ma non sempre. I collegamenti ipertestuali in genere puntano a falsi siti Web che richiedono determinate informazioni; alcuni possono anche impersonare aziende legittime. In genere, gli allegati contengono un qualche tipo di codice dannoso per infettare il computer o la rete del destinatario. Le e-mail che non lo contengono di solito chiedono al destinatario di rispondere o di chiamare un numero per condividere alcune informazioni di cui il mittente ha bisogno.

Se il destinatario cade in trappola, spesso non se ne rende conto. Pensa che sia tutto legittimo e che potrebbe anche accadere qualcosa di positivo, ma il phisher ha rubato le informazioni o il denaro o magari ha infettato il computer.

Diversi tipi di attacchi di phishing

Non tutti i phishing sono uguali. Esistono diversi tipi di phishing e devi preparare tutti i dipendenti a riconoscerli. Ecco alcuni dei più comuni:

Spear phishing

Lo spear phishing è una truffa mirata, destinata a un pubblico specifico. Non ricevi l’e-mail per caso. Il phisher ha condotto ricerche specifiche per trovarti e inviarti un messaggio che avrebbe senso per solo per te, forse perché fai parte del dipartimento delle risorse umane della tua azienda o magari hai recentemente pubblicato online la notizia della tua promozione.

Whaling

Il whaling è un tipo di spear phishing che si rivolge direttamente ai dirigenti di un’azienda, i “pesci grossi”. In genere, le informazioni sul team esecutivo di un’azienda sono pubbliche e facilmente reperibili sul relativo sito Web, rendendo queste persone dei facili bersagli. Inoltre, tendono ad avere accesso a informazioni sensibili e a prendere decisioni finanziarie, e questi aspetti li rendono un obiettivo redditizio per i phisher.

BEC e CEO Fraud, letteralmente “la truffa del CEO”

Il Business Email Compromise (BEC) e la CEO Fraud sono un’altra forma di spear phishing che cerca di impersonare la tua azienda o il suo CEO. Sapendo che le persone si fidano rapidamente di coloro che ricoprono posizioni di autorità, i phisher impersoneranno individui in grado di ottenere l’adempimento di una richiesta. I domini e-mail aziendali sono facili da falsificare e i loghi ufficiali sono reperibili online. Anche i nomi delle persone che lavorano nella tua azienda sono facilmente accessibili attraverso molti siti di social media. Questo rende facile per i phisher concentrarsi sul BEC.

Vishing

Il vishing è il phishing telefonico (sta per “phishing vocale”). Si tratta essenzialmente delle telefonate truffa che ricevi oggi e che probabilmente ricevevi anche prima di avere un computer in casa. Queste truffe tradizionali hanno successo perché ascoltare la voce di una persona aiuta a costruire una relazione con il chiamante. Questo rende più difficile per te non soddisfare le sue richieste.

Smishing / SMShing

Lo smishing, noto anche come SMShing, è costituito da messaggi di testo dannosi (sta per “SMS phishing”). Si tratta di versioni più brevi delle più tradizionali truffe di phishing e di solito contengono un collegamento ipertestuale abbreviato con un messaggio sintetico e mirato di sollecitazione a un’azione.

Consapevolezza del phishing: come si riconosce il phishing?

Una delle prime domande che viene spontaneo porre è questa: come faccio a sapere se qualcosa è un phishing? Potremmo addentrarci nelle modalità tecniche per valutare le intestazioni delle e-mail, tuttavia per gli utenti finali generici è necessaria una formazione su alcuni segnali di pericolo chiave. Ma, ancora più importante dei segnali di pericolo, è necessario ricordare loro che in caso di dubbi, dovrebbero seguire il protocollo e segnalare l’e-mail al team di sicurezza per ulteriori indagini, se sospettano un phishing. Ricorda: una buona dose di scetticismo non guasta mai.

Segnali di phishing 

Quali sono i segnali di pericolo? Ce ne sono molti e possono cambiare con l’evoluzione delle tattiche da parte dei phisher. In genere, se la forza lavoro nota una combinazione di uno qualsiasi di questi segnali di pericolo, dovrebbe procedere con estrema cautela:

  • Saluti o firme generici
  • Informazioni sul mittente o sull’azienda mancanti
  • Immagini pixelate o sfocate
  • Collegamenti a siti Web senza senso
  • Errori ortografici o grammaticali
  • Minacce o richieste urgenti
  • Offerte troppo belle per essere vere
  • Richieste di informazioni personali o di trasferimento di fondi, di spostamento di denaro o di modifica delle informazioni sui depositi diretti
  • E-mail o allegati inattesi​ 
  • Oggetto e messaggio non corrispondenti
  • Nessuna comunicazione di supporto

Non sei sicuro se un’e-mail è reale o di phishing? Segui questi passaggi: 

  1. Metti in pratica il protocollo. Cerca online informazioni sul presunto mittente. Puoi anche cercare l’e-mail esatta che hai ricevuto e vedere se altri l’hanno già etichettata come truffa.
  2. Conferma le richieste utilizzando un secondo metodo di verifica. Non inviare mai un’e-mail al mittente rispondendo all’e-mail originale. Utilizza un metodo di comunicazione separato, come un numero di telefono o un indirizzo e-mail da una fattura recente, per contattare il mittente e confermare la richiesta.
  3. Passa il mouse sui collegamenti nell’e-mail e verifica se l’indirizzo del collegamento ipertestuale corrisponde al dominio del sito web legittimo dell’azienda. Digita il collegamento ipertestuale nel browser se non sei sicuro; non fare clic sul collegamento stesso.
  4. Guarda il nome del file degli allegati. Valuta se erano previsti o se ne avevi bisogno. Non aprire mai un allegato inatteso o uno che termina con un’estensione che non riconosci (ad es. nomefile.exe quando afferma che è un documento Word).
  5. Usa il buonsenso. In molti casi, l’uso del buon senso può aiutarti a identificare se un’e-mail è legittima o se può essere di phishing.

Vieni indirizzato verso un sito web e non sei sicuro che sia legittimo? Segui questi suggerimenti: 

  • Usa una password falsa. Verifica se riconosce che la password inviata non è corretta (se il sito è falso e tenta di raccogliere password, non saprà che la password inviata non era corretta).  
  • Verifica l’indirizzo Web. Il nome dell’azienda nell’URL è scritto correttamente? L’indirizzo inizia con https invece di http? Solo perché inizia con https non significa che sia legittimo, significa solo che è una connessione sicura. Ma se non inizia con https, dovrebbe almeno essere un segnale d’avvertimento per non inserire alcuna informazione. Allo stesso modo, vedere un lucchetto chiuso o una chiave nella barra degli indirizzi non significa sempre che il sito è legittimo. Ma se non ne vedi, non inserire alcuna informazione.  
  • Fai caso ai pop-up. Se vai su un sito e sei assalito dagli annunci pop-up, sii prudente.   
  • Presta attenzione albranding. Il branding, ovvero l’aspetto generale del sito, corrisponde alle tue aspettative sull’azienda che stai cercando di visitare?

Cosa dovresti fare se la tua organizzazione è vittima un attacco di phishing?

Ricorda, le truffe di phishing sono progettate per ingannarti. Potresti aver implementato le migliori contromisure anti-phishing e i programmi di sensibilizzazione più completi, ma un utente potrebbe comunque essere vittima di una truffa di phishing. Succede. La cosa più importante è essere preparati a rispondere.

Considera questi passaggi di ripristino e collabora con i team di sicurezza informatica per creare una risposta appropriata e un piano di ripristino per la tua organizzazione:

Contieni la potenziale esposizione

Se un utente interagisce con un’e-mail di phishing dannosa, prova a isolare la macchina e assicurati che il team informatico ottenga l’accesso per indagare.

Cambia le password

Forza l’utente a cambiare la sua password. Se vengono utilizzate diverse password, si consiglia di cambiarle tutte poiché potresti non conoscere l’entità di ciò che è stato compromesso.

Segui il tuo processo di risposta agli incidenti

Un attacco di phishing è un tipo di incidente di sicurezza informatica. Segui i processi di risposta agli incidenti, che dovrebbero includere dei passaggi per identificare l’e-mail di phishing, individuarla nelle caselle di posta di altri utenti, rimuoverla da tali caselle di posta, indagare l’impatto e decidere i passi successivi di conseguenza.

Presta attenzione al malware

Utilizza gli strumenti di monitoraggio per scansionare il computer dell’utente e la rete alla ricerca di malware (software dannoso come virus, trojan o worm), attività sospette o anomalie.

Protezione personale

A seconda della natura dell’attacco di phishing, se ha divulgato informazioni personali, l’utente potrebbe voler impostare avvisi di frode presso gli enti di monitoraggio del credito appropriati. Se l’attacco di phishing ha falsificato o impersonato un’azienda reale, condividi tali informazioni con l’altra società in modo che possa avvisare anche gli altri utenti.

Dedica il tempo necessario alla formazione

Come per qualsiasi attacco informatico, la lezione appresa è spesso più preziosa dei dati che il criminale informatico ha sottratto. Mantieni un elenco delle lezioni apprese e valuta i processi e i controlli esistenti per determinare se potresti fare qualcosa di diverso. E aumenta ancora di più la consapevolezza del phishing negli utenti.

Le truffe di phishing sono il principale vettore di attacco alla sicurezza informatica dei criminali informatici che si affidano alla psicologia umana per convincere un destinatario a intraprendere un qualche tipo di azione. Anticipa questo tentativo mettendo a punto le tue difese e preparando i dipendenti a individuare il phishing.

21 Aprile 2022

Worry-Free Services – Protezione basata sul cloud per endpoint e dispositivi mobili  

 
 
 
Autore:  Redazione Argonavis
 
 

Trend Micro Inc. è una multinazionale americana-giapponese di software per la sicurezza informatica, affidabile, con 30 anni di esperienza. Le sue soluzioni bloccano 250 milioni di minacce ogni giorno e proteggono oltre 500.000 aziende.

Worry-Free Services è la soluzione di cloud security di Trend Micro ideale per la protezione delle piccole e medie imprese. E’ un agent leggero all-in-one con una console intuitiva basata sul cloud, facile da installare e semplice da utilizzare. Blocca le minacce più avanzate e offre visibilità e controllo approfonditi sull’intera organizzazione aziendale.

 

Protezione online avanzata

 

Worry-Free Services è una soluzione SaaS completa, senza server da installare o da gestire. Il suo modulo Endpoint Security protegge i dispositivi Windows (desktop e server), Mac, iOS e Android integrando il machine learning ad alta affidabilità in una miscela di tecniche di protezione dalle minacce, per la più ampia protezione contro ransomware e attacchi avanzati.

Una singola console pronta per l’uso. Non sono necessari elementi aggiuntivi:

  • Machine learning predittivo
  • Monitoraggio del comportamento
  • Prevenzione della perdita di dati
  • Controllo dei dispositivi
  • Firewall
  • Reputazione degli URL
  • Filtro delle categorie web
  • Crittografia disco
  • Protezione dalle vulnerabilità
  • Controllo delle applicazioni
  • Supporta Mac, dispositivi mobili e Chromebook™.

La soluzione Worry-Free Services Advanced integra i moduli Email Security e Cloud App Security per la protezione di email e collaborazione.

Per ulteriori informazioni: dircom@argonavis.it

28 Marzo 2022

Siti web della Pa: sì del Garante privacy alle Linee guida AgID

 
Tratto da www.garanteprivacy.it- 14/03/2022
 
 

Il Garante privacy ha dato il via libera alle modalità per la realizzazione e la modifica dei siti delle pubbliche amministrazioni, proposte dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e contenute nelle nuove “Linee guida di design per i siti internet e i servizi digitali della PA”.

Lo schema delle Linee guida, come evidenzia l’Autorità nel provvedimento, rappresenta un’opportunità per offrire ai titolari del trattamento, e ai soggetti a vario titolo coinvolti, indicazioni utili ad assicurare la protezione dei dati personali trattati dalle pubbliche amministrazioni nell’ambito della gestione dei siti web e dei servizi digitali, in ossequio al principio di privacy by design e by default.

Nell’esprimere il parere favorevole, il Garante per la protezione dei dati personali ha però indicato la necessità di alcune integrazioni, per assicurare la conformità delle Linee guida al Regolamento e al Codice della privacy.

In presenza di un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche, è necessario che nello schema venga indicata l’effettuazione della valutazione d’impatto sulla protezione dati prima di procedere al trattamento e, se del caso, la consultazione preventiva dell’Autorità.

Altre integrazioni riguardano le informazioni sul trattamento dei dati personali, che devono essere concise, trasparenti, intelligibili, facilmente accessibili e formulate con un linguaggio semplice e chiaro, specialmente nel caso d’informazioni destinate ai minori.

Massima attenzione, infine, al ricorso a cookie e altri strumenti di tracciamento: lo schema di decreto dovrà espressamente richiamare le Linee guida predisposte dal Garante in materia, assicurando, in ogni caso, la piena fruibilità del sito o del servizio digitale anche quando l’utente non intende prestare il proprio consenso all’archiviazione di informazioni sul proprio dispositivo o all’accesso alle informazioni ivi archiviate.

Le pubbliche amministrazioni, sottolinea l’Autorità, devono valutare attentamente l’effettiva necessità di far ricorso a questi strumenti rispetto alle finalità perseguite, e indicare nell’informativa del sito l’uso di cookie o altri identificatori. Nei rapporti con i fornitori di servizi di hosting o cloud computing, rispetto ai quali la PA agisce in qualità di titolare, qualora essi siano stabiliti in Paesi terzi, occorre rispettare le regole per il trasferimento dei dati personali in tali Paesi.

14 Marzo 2022

La proposta di Argonavis per il backup dei server in cloud

 
Autore: Redazione Argonavis
 

Gli attacchi malware all’interno delle reti sono oggi aumentati così come sono aumentate le perdite di dati sia sui server in linea sia sui server di backup.

Diventa quindi indispensabile che i backup vengano fatti sia sui sistemi interni alle aziende sia all’esterno delle medesime, in modalità off-site, con soluzioni che ne garantiscano l’immutabilità.

Con Veeam Cloud Connect è possibile portare facilmente i backup delle macchine virtuali in un datacenter remoto e sicuro con un semplice click.

La soluzione è dedicata a chi già utilizza Veeam per i backup on-site e permette di usare l’infrastruttura di un datacenter esterno come storage di backup.

 

Argonavis propone l’adozione dei servizi di datacenter di Reevo, partner qualificato Veeam, che dispone di un’infrastruttura Veeam Cloud Connect i cui punti di forza sono:

  • nessuna VPN e backup remoti sempre disponibili: non è necessario avere una VPN con il datacenter ma la stessa console Veeam di gestione permette di creare dei job di backup come se fossero backup locali; i backup remoti su datacenter saranno sempre disponibili anche se l’infrastruttura di backup locale viene danneggiata;
  • modalità agentless: il backup è reso possibile in modalità totalmente agentless grazie all’utilizzo diretto delle API messe a disposizione da VMware;
  • crittografia durante il trasferimento: i trasferimenti sono protetti tramite cifratura e con copie multiple su nodi diversi garantendo la costante accessibilità dei dati;
  • Insider Protection: i dati in cloud, cancellati accidentalmente o in modo malevolo, non vengono eliminati definitivamente ma vengono spostati in un cestino virtuale al quale il solo service provider ha accesso e possono essere da esso ripristinati;
  • Hardened Linux Repository: il cliente può garantirsi l‘immutabilità del dato per il periodo di tempo da lui indicato nella console di Veeam on premise. In questo caso, nell’eventualità di un attacco malevolo, o accidentale, il malintenzionato non potrà in alcun modo cancellare i dati;
  • WAN Acceleration: tecnologia di Veeam che ottimizza il trasferimento dei dati verso siti esterni: lato datacenter la WAN Acceleration è già inclusa nel servizio; lato on premise, il cliente deve essere in possesso della versione Enterprise o Enterprise Plus.

Per ulteriori informazioni o quesiti tecnici: dircom@argonavis.it

1 Marzo 2022

Certificato SSL e siti HTTPS: come funzionano

 
 
 
 
 
Autore: Redazione ArgonavisLAB – 03/02/2022
 
 

Un certificato SSL è un certificato digitale che autentica l’identità di un sito web e consente di instaurare una connessione crittografata. SSL è acronimo di Secure Sockets Layer, un protocollo di sicurezza che crea un link crittografato fra un server web e un browser web.

SSL assicura che tutti i dati scambiati fra un client (il browser dell’utente) e un server web (o altro servizio, come ftp, ecc.), in generale fra due sistemi, rimangano impossibili da leggere. Utilizza algoritmi di crittografia allo scopo di rendere irriconoscibili i dati in transito, per impedire agli hacker di leggerli mentre vengono trasmessi sulla connessione.

Per stabilire una sessione tra client e server in modalità https , viene prima eseguita la fase di “handshake SSL” , che prevede

  • Scambio dei certificati pubblici
  • Scambio delle sequenze di byte necessarie per costruire la master secret
  • Verifica dell’autenticità dei certificati
  • Creazione della chiave “master secret” , univoca per ogni sessione e comune a entrambi i sistemi, e che verrà usata per crittografare tutta la sessione di navigazione del client sul server.
  • Messaggio di fine handshake, in cui viene verificato che tutto il processo sia stato regolare e la master secret sia utilizzabile.

Da questo momento può iniziare lo scambio dati tra client e server , tutto il traffico verrà crittografato , impedendo che un intruso sia in grado di leggere il traffico (sniffare), e possa introdursi nella sessione sostituendosi ad uno dei sistemi o di rubare delle informazioni.

Pertanto il certificato SSL assolve a tre funzioni

  • Autenticità: assicura che il server sia chi dice di essere , e non un clone falso.
  • Confidenzialità: definisce una chiave segreta comune ed unica per sessione , usata per crittografare il contenuto del messaggio.
  • Integrità: garantisce che i messaggi tra server e client sia integri e non modificati da un intruso.

La comunicazione SSL tra client e server avviene su quattro fasi

  1. Fase di hello : server e client si scambiano i certificati pubblici e delle sequenze di byte casuali ; il client verifica l’autenticità del certificato inviato dal server.
  2. Processo di costruzione della master secret , la chiave comune unica per ogni sessione, che sarà usata per cifrare il traffico.
  3. Fase di finished : client e server si scambiano il primo messaggio usando la master secret , verificano l’esito positivo e concludono la fase di handshake.
  4. Inizio trasmissione cifrata tra server e client , tramite protocollo SSL.

In conclusione:

Il canale definito durante la fase di SSL handshake è immune da attacchi attivi man-in-the-middle poiché il sistema Server viene autenticato con un certificato digitale.
Il client può comunicare la pre-master secret al sistema server in modo sicuro attraverso la chiave pubblica presente nel certificato del server.

Solo il client e il server , tra cui è iniziata la fase di handshake (tramite il meccanismo chiave pubblica-chiave privata) , possono costruire la stessa master secret, su cui poi si fonda la costruzione di tutte le chiavi segrete adottate nelle comunicazioni successive.

La sequenza corrispondente al pre-master secret viene generata dal client e comunicata per via cifrata al server.  La non predicibilità di questa sequenza è cruciale per la sicurezza del canale SSL.

Il messaggio di finished contiene tutte le informazioni scambiate nel corso dell’handshake. Lo scopo è effettuare un ulteriore controllo sulle comunicazioni precedenti per garantire che queste siano avvenute correttamente, che il client e il server dispongano della stessa Master Secret e che la comunicazione non sia stata oggetto di un attacco attivo.

Scendendo un poco nel dettaglio , abbiamo :

  1. Client hello
  • Il client manda al server un messaggio di “client hello”
  • richiede la creazione di una connessione SSL
  • specifica le prestazioni di “sicurezza” che desidera siano garantite durante la connessione (l’elenco delle cipher suite che e’ in grado di supportare)
  • invia una sequenza di byte casuali.
  1. Server hello
  • Il server manda al client un messaggio di “server hello”
  • seleziona la cipher suite che desidera
  • invia una sequenza di byte casuali
  • Se il client non riceve il messaggio di server hello , il client interrompe la comunicazione
  1. Invio certificato del server
  • Il server invia il suo certificato pubblico (il crt) e i certificati pubblici della catena di certificazione della CA (Intermedi e di root)
  1. Invio del messaggio server hello done
  • Il server invia il messaggio che definisce la conclusione dei messaggi per la definizione del tipo di protezione e relativi parametri.
  1. Verifica dei certificati
  • Il client verifica la data di validita’ del certificato , che la CA sia trust , che la firma apposta dalla CA sia autentica (controllo con la CA). Se il certificato non è stato emesso da una CA pubblica, viene segnalato l’errore e richiesto se accettare comunque il certificato.
  1. Costruzione della pre-master secret
  • Il client genera una sequenza di byte casuali
  • la cifra con la chiave pubblica del server ricevuta nei passi precedenti
  • spedisce la pre-master secret al server
  1. Server e client : Costruzione della master secret
  • Sia il server che il client conoscono le sequenze di byte casuali scambiate tra server e client durante le fasi di client hello e server hello ; e conoscono la pre-master secret
  • Server e client costruiscono la master secret (che sarà uguale per entrambi)
  • L’uso delle sequenze di byte casuali scambiate durante le fasi di hello , client e server) genera una master secret diversa per ogni sessione SSL ; un intruso non può riutilizzare i messaggi di handshake catturati sul canale per sostituirsi in una successiva comunicazione
  1. Message finished
  • E’ il primo messaggio protetto tramite master secret e cipher suite, che i due sistemi si scambiano
  • Il messaggio viene prima costruito dal client e mandato al server
  • Poi il server usando parte del messaggio inviato dal client , costruisce il proprio finished message e lo invia al client
  • nei due invii la struttura del messaggio è la stessa, ma cambiano le informazioni in esso contenute
  1. Fine della fase handshake
  • A questo punto la master secret è utilizzata dal client e dal server per costruire una propria tripla di dati
  • Le triple del client e del server sono diverse tra loro ma note a entrambi i sistemi: ciascuno usa la propria, il che aumenta la sicurezza delle comunicazioni.
  • Client e server sono pronti al colloquio cifrato e inizia la fase del protocollo SSL record
  1. Protocollo SSL record
  • Il canale sicuro approntato dal protocollo SSL handshake viene realizzato dal protocollo SSL record.
  • I dati sono frammentati in blocchi.
  • Ciascun blocco viene numerato, compresso e autenticato mediante l’aggiunta di un MAC cifrato mediate il cifrario simmetrico su cui client e server si sono accordati , trasmesso dall’SSL record utilizzando il protocollo di trasporto sottostante.
  • Il destinatario esegue un procedimento inverso sui blocchi ricevuti:
  1. decifra e verifica la loro integrità
  2. decomprime e riassembla i blocchi in chiaro
  3. consegna all’applicazione sovrastante.

 

Questo articolo, scritto da ArgonavisLAB , ha liberamente preso spunto da vari autori. Si ringraziano Kaspersky Lab e http://pages.di.unipi.it/bernasconi/CRI/ssl.pdf

3 Febbraio 2022