Come scaricare Windows 11 evitando i malware

 
Tratto da Blog Kaspersky
Autore: Anton V. Ivanov – 26/07/2021
 
 
Alcuni scammer stanno distribuendo malware e adware facendoli passare per Windows 11
 
 

 

Microsoft non ha ancora rilasciato Windows 11 ma il nuovo sistema operativo è già disponibile per il download e per un’anteprima. I criminali informatici, naturalmente, se ne stanno approfittando per “piazzare” alcuni malware agli utenti che pensano di aver scaricato il nuovo sistema operativo targato Microsoft.

Perché scaricare adesso Windows 11?

Microsoft in realtà aveva annunciato che Windows 10 sarebbe stata l’ultima versione di Windows e che in futuro avrebbe solo rilasciato aggiornamenti. Il 24 giugno di quest’anno, però, l’azienda ha presentato Windows 11. E anche se sotto sotto è fondamentalmente uguale al precedente, Windows 11 è comunque il più grande aggiornamento del sistema operativo in sei anni, che comprende un numero notevole di nuove caratteristiche e modifiche dell’interfaccia.

Ufficialmente, Windows 11 sarà disponibile al grande pubblico nel 2021, ma molte persone lo stanno provando in anticipo installando una versione pre-release. Alcuni appassionati vogliono provare il nuovo sistema per capire quali sono le novità; altri, come i giornalisti tecnici, per informare gli utenti sulle nuove caratteristiche. Per quanto riguarda gli sviluppatori di software, hanno bisogno di conoscere il nuovo sistema operativo per eseguire test di compatibilità con i loro prodotti e correggere eventuali problemi prima del giorno del rilascio.

Anche se Microsoft ha reso il processo di download e installazione di Windows 11 dal suo sito ufficiale abbastanza semplice, molti visitano ancora altre fonti per scaricare il software, che spesso contiene “chicche” non pubblicizzate dai criminali informatici (e non è necessariamente Windows 11).

Come i truffatori ingannano gli utenti che decidono di scaricare Windows 11

Il modo più diretto usato dai criminali informatici per ingannare gli utenti è inserendo un extra dannoso.

Un esempio riguarda un file eseguibile chiamato 86307_windows 11 build 21996.1 x64 + activator.exe. Con i suoi 1,75 GB, sembra un file certamente plausibile. In realtà, però, la maggior parte di questo spazio è occupato da un file DLL che contiene un sacco di informazioni inutili.

 

 

All’apertura del file eseguibile si avvia il programma di installazione, che sembra una normale procedura guidata di installazione di Windows. Il suo scopo principale è quello di scaricare e avviare un altro eseguibile più interessante. Anche il secondo eseguibile è un installer, che propone persino un accordo di licenza (che poche persone leggono) denominato “download manager for 86307_windows 11 build 21996.1 x64 + activator” e che servirebbe a installare alcuni software sponsorizzati. Se accettate l’accordo saranno installati sul vostro dispositivo alcuni programmi dannosi.

 

 

I prodotti Kaspersky hanno già bloccato diverse centinaia di tentativi di infezione che usavano tattiche simili a quelle della truffa su Windows 11. Una gran parte di questi malware è costituito da downloader, il cui compito è quello di scaricare ed eseguire altri programmi.

Questi altri programmi possono essere molto diversi, da adware relativamente innocui, che le nostre soluzioni classificano come not-a-virus, a Trojan veri e propri, password stealer, exploit e altri programmi dannosi.

 

Dove e come scaricare Windows 11 in modo sicuro

Scaricate Windows 11 solo da fonti ufficiali, come consiglia Microsoft. Finora, Windows 11 è ufficialmente disponibile solo per i partecipanti al programma Windows Insider, per il quale dovete registrarvi. Avrete anche bisogno di un dispositivo su cui è già installato Windows 10.

Per aggiornare il vostro computer Windows 10 a Windows 11, andate su Impostazioni, cliccate su Aggiornamento e sicurezza, quindi selezionate Programma Windows Insider e attivate il Canale sviluppatori per ottenere l’aggiornamento.

Sconsigliamo di eseguire l’aggiornamento sul vostro computer principale, poiché le precompilazioni possono essere instabili.

Vi consigliamo inoltre di utilizzare una soluzione di sicurezza affidabile e di non disabilitarla mai, per evitare che i criminali informatici  possano accedere al vostro computer tramite ingegneria sociale o che sfruttino vulnerabilità di un sistema non ancora pronto per la release ufficiale.

 

27 Luglio 2021

Nasce l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN)

 
Tratto da www.zerounoweb.it
Autore: Paola Mangiapane – 16/06/2021
 
 

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legge, firmato da Mario Draghi, che istituisce l’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale (ACN). Trecento super-esperti ne avvieranno le attività. In seguito altre 500 figure professionali iper-specializzate affiancheranno i pionieri, formando un esercito di 800 guerrieri al cyber crimine.

La notizia risale a pochissimi giorni fa (11 giugno), ma ha una potenza di fuoco straordinaria, sia dal punto di vista della difesa delle infrastrutture informatiche pubbliche e private, sia dalla prospettiva culturale e di governance. L’Italia si è adeguata così al recente “Regolamento sulla cybersicurezza” dell’Ue, individuando in tempi molto brevi il “centro nazionale di competenza” richiesto agli Stati membri.

L’ACN sarà un ente con “personalità giuridica di diritto pubblico”; il suo direttore – scelto dal premier per decreto, in accordo con il nuovo “Comitato interministeriale per la cyber sicurezza” (Cics) – sarà Roberto Baldoni fino ad oggi vicedirettore del Dis con delega alla cybersecurity, mentre il premier Mario Draghi avrà funzioni di “alto sorvegliante” sulla strategia nazionale di sicurezza cibernetica.

L’Agenzia avrà funzioni di difesa delle infrastrutture informatiche critiche del Paese e di coordinamento delle risorse del Recovery Fund dedicate alla cybersecurity.

 

18 Giugno 2021

Diverse app VPN hanno fatto trapelare i dati degli utenti

 

Tratto da Blog Kaspersky
Autore: Alexey Ferapontov – 17/03/2021
 
 
Una svista nella configurazione del server ha causato una fuga di dati dagli utenti di SuperVPN, GeckoVPN e ChatVPN. I dati sono ora è in vendita su un forum di cybercriminali
 

In vendita: database di informazioni relative a degli utenti rubati da tre app VPN per Android. Luogo: un popolare forum di cybercriminali (senza nome).

Secondo CyberNews, i tre database contengono i dati di 21 milioni di persone, trapelati da SuperVPN, GeckoVPN e ChatVPN. Al momento della stesura di questo articolo, SuperVPN aveva più di 100 milioni di download su Google Play, GeckoVPN più di un milione e ChatVPN più di 50.000.

I dati in vendita includono indirizzi e-mail e password (in funzione hash per i primi due servizi e in testo non formattato per ChatVPN), così come i nomi completi degli utenti e le informazioni sul paese e sui pagamenti. Uno dei database contiene anche numeri di serie dei dispositivi e gli ID. Gli indirizzi IP degli utenti non sono trapelati.

Inserzione su un forum di cybercriminali che offre i dati degli utenti di SuperVPN, GeckoVPN e ChatVPN. Fonte: Cybernews.com

Il fornitore ha ammesso di aver approfittato di un errore di configurazione che ha lasciato i server dei provider VPN accessibili utilizzando nomi utente e password di default.

Questa non è la prima apparizione di SuperVPN nei titoli dei giornali per le ragioni sbagliate. Nel luglio 2020, i ricercatori di VPNMentor hanno scoperto 1,2 TB di log trapelati da diversi provider VPN, tra cui SuperVPN. L’incidente attuale rappresenta la prima volta per le altre due app, GeckoVPN e ChatVPN, almeno, per quanto ne sappiamo noi o il pubblico. Un’altra fonte affidabile, Have I Been Pwned?, conferma l’incidente.

La rete privata virtuale è una tecnologia fondamentale per la navigazione sicura su Internet, ma non tutte le VPN sono ugualmente robuste.

22 Marzo 2021

Cyber security: la sicurezza aziendale che ti salva la vita!

Tratto da BitMAT
Autore: Redazione BitMAT – 19/01/2021
 

BITMAT - Cyber security la sicurezza aziendale che ti salva la vita

Con il termine cyber security si intende la protezione dei sistemi informatici (computer, reti di telecomunicazione, smartphone, ecc.) e delle informazioni digitali da attacchi interni e, soprattutto, esterni. Sinonimi di questo termine sono IT security, ICT security, sicurezza informatica e sicurezza delle informazioni.

I principali attacchi hacker

1. Attacchi brute force (forza bruta) e password sicure

Le misure di sicurezza sono utilizzate per ridurre i rischi, non per eliminarli. Per capire questo concetto, partiamo dalle password. I malintenzionati che quotidianamente provano ad attaccare i servizi sul web utilizzano programmi specializzati che provano migliaia di password al secondo, ventiquattr’ore su ventiquattro. Questo il motivo per cui la password dovrebbe essere complessa: idealmente dovrebbe essere composta da caratteri casuali, in modo da non dare nessun indizio all’attaccante su quale potrebbe essere la password. L’unico modo per indovinarla a questo punto sarebbe quello che si chiama attacco di forza bruta o brute force, che consiste semplicemente nel provare tutte le password fino a che non si trova quella giusta.

Per creare password sicure esiste una soluzione chiamata password manager. I password manager sono piccoli programmi installabili su pc o su smartphone, che permettono di generare password casuali senza alcuno sforzo, conservandole e proteggendole per noi con un’unica password. Dovendo accedere a un servizio, dal password manager copiamo la sua specifica password e la incolliamo nella pagina di autenticazione senza più bisogno di ricordarla. L’unica password che ci dovremo ricordare, e che dovrà essere veramente buona, sarà quella di accesso al password manager.

2. Attacchi di phishing

Attacco di phishing è il metodo usato dai malintenzionati per convincere gli utenti ad accedere a un sito esca/fasullo utilizzando le proprie credenziali. Il sito all’apparenza è uguale a quello originale, ma nella realtà è gestito dagli stessi malintenzionati.

Come proteggersi? Due sono le soluzioni: abbandonare la semplice password a favore di meccanismi di strong authentication e monitorare gli accessi per rilevare anomalie. I due meccanismi possono essere uniti per utilizzare la sola password quando si tratta di accessi “normali’ o di operazioni poco critiche, utilizzando invece l’autenticazione forte per accessi anomali od operazioni critiche.

La tecnologia però da sola non basta: fondamentale che gli utenti siano sensibili al problema.

3. Ransomware (Cryptolocker)

Attraverso gli stessi canali, e principalmente con la posta elettronica, può entrare in azienda il ransomware. Si tratta di malware che, una volta installatosi su di un computer aziendale, cifra i file di dati a cui hanno accesso, costringendo l’azienda a pagare un riscatto (ransom) per avere le chiavi di decifratura.

E’ proprio grazie al ransomware se il panorama della cyber security è cambiato. Diverse erano infatti le aziende, soprattutto medio-piccole, con la convinzione di non essere particolarmente vulnerabili e interessanti per gli attacchi da Internet.

Come proteggersi dal ransomware?

Sicuramente uno strumento fondamentale è l’antivirus, utile a prevenire le infezioni. Va anche detto che però da soli sono sempre meno efficaci poiché chi scrive i malware acquista gli antimalware e testa i propri prodotti fino a che non riescono a non essere rilevati. Solo a quel punto li diffondono mettendo in difficoltà i produttori di antivirus che necessitano poi di tempo per rilevare queste nuove varianti di malware e per istruire i propri prodotti a riconoscerli.

Fra le procedure per la protezione dei propri dati dal ransomware, è fondamentale il processo di backup che permette all’azienda di ripristinare i propri dati limitandone i danni. Nulla garantisce però all’azienda che, una volta pagato il riscatto, otterrà effettivamente la chiave efficace per decifrare i file; sempre più spesso accade che la chiave non venga inviata o che un difetto del malware non permetta il recupero dei file nonostante si sia ricevuta la chiave.

Cyber security: prevenzione e difesa

Primo step è la sponsorizzazione da parte dei manager aziendali di iniziative atte alla sicurezza, non riducendola a un mero problema del reparto IT. Si tratta di tutelare il patrimonio aziendale: la protezione non è rivolta ai pc ma a tutte le informazioni di valore  per l’azienda.

Di conseguenza, il primo passo è identificare e valutare i rischi principali.

Da cosa partire? Da due documenti fondamentali: la policy di sicurezza e il regolamento utente. La policy di sicurezza è un documento che definisce i principi fondamentali nella gestione della sicurezza in azienda, si dichiara il commitment dell’azienda verso la protezione del proprio patrimonio informativo e si identificano le figure chiave che hanno in carico la gestione della cyber security, dando quindi loro l’autorevolezza per stabilire regole nell’uso e nella gestione del sistema informativo, diversamente difficile da far valere verso il personale. Il regolamento utente, invece, chiarisce quali sono i corretti e legittimi usi del sistema informativo e quali i comportamenti che gli utenti (personale ma anche consulenti, fornitori ecc.) devono tenere nell’utilizzo del sistema informativo aziendale e delle risorse quali Internet, posta elettronica, ecc.

A questi due documenti fondamentali si possono affiancare altre policy e procedure (gestione dei backup, gestione degli incidenti, ecc.) che, a seconda delle caratteristiche dell’organizzazione, possono essere più o meno strutturate.

Un’attenzione particolare va ai fornitori esterni: affidare la sicurezza a un servizio non significa scaricare il problema al fornitore pensando che non ci riguardi più; le risorse che si vogliono proteggere continuano ad essere patrimonio e responsabilità dell’azienda, che quindi dovrà assicurarsi che il livello della sicurezza del fornitore si mantenga adeguato, prima di tutto attraverso impegni contrattuali adeguati, e poi mediante audit e reportistica.

Infine, come anticipato, sono fondamentali la formazione e la sensibilizzazione del personale. Il comportamento e la disattenzione del personale sono la strada principale attraverso cui gli attaccanti riescono ad accedere al sistema informativo aziendale, molto più che attraverso vulnerabilità tecniche. La capacità degli utenti di comportarsi in modo sicuro e la formazione del personale tecnico sulle buone pratiche di sicurezza nella gestione del sistema informativo, sono quindi essenziali.

Perdita di dati e come comportarsi

Anche con la migliore gestione della sicurezza però, gli incidenti avvengono.

Come reagire?

L’azienda dovrà valutare se ripristinare sistemi e servizi o se invece non sarà più opportuno contenere l’incidente e raccogliere al contempo informazioni sull’attacco, attraverso quali canali è stato praticato e quali altre parti del sistema informativo sono state coinvolte, in modo da eliminare le vulnerabilità e migliorare la gestione della sicurezza.

Per gli incidenti più gravi, se definito, può anche scattare il piano di continuità operativa aziendale, in particolare le attività di disaster recovery che si occupano specificamente del ripristino dell’operatività del sistema informativo, sistema nervoso dell’azienda senza il quale questa non può funzionare a lungo.

La gestione della sicurezza, come si evince, richiede un impegno sia da parte delle piccole che delle grandi aziende che dovranno assegnare risorse coerenti con le esigenze aziendali.

Esigenze che finalmente le aziende cominciano a comprendere, investendo anche nei professionisti della cyber security, figure oggi molto ricercate.

26 Gennaio 2021