GDPR : pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo

Il 4 settembre scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo n.101 del 10 agosto 2018 in materia di privacy, che riprende e armonizza il Regolamento Europeo per il trattamento dei dati personali, o GDPR.

Il decreto legislativo entrerà in vigore il 19 settembre 2018.

Per semplificare la procedura di adeguamento delle leggi italiane al GDPR il Codice della Privacy non sarà abrogato come precedentemente previsto ma modificato e integrato con le novità introdotte, tra le quali il principio di accountability.

Il testo riporta alcune novità in merito agli obblighi e alle sanzioni in caso di violazione dei dati personali, nonché alcune misure di semplificazione per le micro, piccole e medie imprese.

Sotto questo aspetto tuttavia sarà chiamato ad esprimersi il Garante per la privacy, promuovendo modalità semplificate di adempimento degli obblighi del titolare del trattamento dei dati personali.

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha anche pubblicato il Regolamento UE 2016 679 aggiornato alle rettifiche pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea 127 del 23 maggio 2018

Regolamento UE 2016/679  aggiornato

5 Settembre 2018

Scoperto AppleJeus , la campagna che attacca anche piattaforme macOS

I ricercatori del Global Research and Analysis Team (GReAT) di Kaspersky Lab hanno scoperto AppleJeus, una nuova operazione malevola del famigerato gruppo hacker Lazarus. Gli aggressori si sono infiltrati in un network di cambio di criptovaluta in Asia utilizzando software di commercio di criptovalute Trojanized. L’obiettivo dell’attacco era rubare criptovaluta dalle loro vittime. Oltre al malware basato su Windows, i ricercatori sono stati in grado di identificare una versione precedentemente sconosciuta che prende di mirapplejeusa le piattaforme macOS.

Questo è il primo caso in cui i ricercatori di Kaspersky Lab hanno osservato il famigerato gruppo Lazarus distribuire malware destinato ad utenti macOS e questo rappresenta un campanello d’allarme per tutti coloro che utilizzano questo sistema operativo per attività correlate alle criptovalute.

Sulla base delle analisi condotte dal GReAT, l’infiltrazione nell’infrastruttura della borsa è iniziata quando un dipendente ignaro della società ha scaricato un’applicazione di terze parti dal sito web legittimo di un’azienda che sviluppa software per il trading di criptovaluta.

Il codice dell’applicazione non è sospetto, ad eccezione di un componente: un aggiornamento. Nel software legittimo tali componenti vengono utilizzati per scaricare nuove versioni dei programmi. Nel caso di AppleJeus, si comporta come un modulo di ricognizione: prima raccoglie le informazioni di base sul computer su cui è stato installato e successivamente invia queste informazioni al server di comando e controllo e applejeusse gli aggressori decidono che il computer merita d’esser attaccato, il codice dannoso ritorna sotto forma di un aggiornamento software. L’aggiornamento dannoso installa un trojan noto come Fallchill, un vecchio tool che il gruppo Lazarus è tornato recentemente ad usare. Questo fatto ha fornito ai ricercatori una base per l’attribuzione. Al momento dell’installazione, il Trojan Fallchill fornisce agli aggressori un accesso quasi illimitato al computer attaccato, consentendo loro di rubare preziose informazioni finanziarie o di distribuire tool aggiuntivi a tale scopo.

La situazione è stata aggravata dal fatto che i criminali hanno sviluppato software sia per la piattaforma Windows che per la piattaforma macOS. Quest’ultima è generalmente molto meno esposta alle minacce informatiche rispetto a Windows. Le funzionalità delle due versioni della piattaforma del malware sono esattamente le stesse.

Un’altra cosa insolita dell’operazione AppleJeus è che mentre sembra un attacco supply-chain, in realtà, poi si mostra non esserlo. Il fornitore del software di trading di criptovaluta utilizzato per inviare il payload dannoso ai computer delle vittime dispone di un certificato digitale valido per la firma del suo software e record di registrazione che sembrano legittimi per il dominio. Tuttavia, almeno sulla base di informazioni pubblicamente disponibili, i ricercatori di Kaspersky Lab non sono stati in grado di identificare alcuna organizzazione legittima con sede all’indirizzo utilizzato nelle informazioni del certificato.

All’inizio del 2017, abbiamo notato un crescente interesse del gruppo Lazarus per i mercati delle criptovalute, quando il software di mining Monero è stato installato su uno dei loro server da un operatore Lazarus. Da allora, sono stati individuati più volte prendere di mira i cambi di criptovaluta e tradizionali organizzazioni finanziarie. Il fatto che abbiano sviluppato malware per infettare gli utenti di macOS in aggiunta agli utenti di Windows e, molto probabilmente, persino creato una società di software e un prodotto software completamente falsi per essere in grado di fornire questo malware che non viene rilevato dalle soluzioni di sicurezza, significa che vedono profitti potenzialmente grandi nell’intera operazione e dovremmo aspettarci sicuramente più casi simili nel prossimo futuro. Per gli utenti macOS, questo caso è un campanello d’allarme, soprattutto se utilizzano i propri Mac per eseguire operazioni con criptovalute“, osserva Vitaly Kamluk, Head of GReAT APAC team di Kaspersky Lab.
Il gruppo Lazarus, noto per le sue sofisticate operazioni e collegamenti con la Corea del Nord, è noto non solo per i suoi attacchi di cyberspionaggio e cyber sabotaggio, ma anche per gli attacchi verso obiettivi finanziari. Diversi ricercatori, tra cui quelli di Kaspersky Lab, hanno riportato in passato notizie su questo gruppo relative a obiettivi come banche e altre grandi imprese finanziarie.

Per proteggersi e proteggere la propria azienda da sofisticati attacchi informatici da parte di gruppi come Lazarus, gli esperti di sicurezza di Kaspersky Lab consigliano alcuni accorgimenti:

  • Non fidarsi automaticamente del codice in esecuzione sui propri sistemi. Né un sito web dall’aspetto autentico, né un solido profilo aziendale, né certificati digitali garantiscono l’assenza di backdoor.
  • Utilizzare soluzioni di sicurezza solide, dotate di tecnologie di rilevamento del comportamento malevolo che consentano di bloccare anche minacce precedentemente sconosciute.
  • Iscrivere il team di sicurezza della propria organizzazione ad un servizio di qualità di reporting di intelligence delle minacce per ottenere un accesso tempestivo alle informazioni sugli sviluppi più recenti delle tattiche, tecniche e procedure di sofisticati autori di minacce.
  • Usare l’autenticazione multi-fattore e portafogli hardware se si ha a che fare con transazioni finanziarie significative. A tale scopo, utilizzare preferibilmente un computer standalone isolato che non si utilizza per navigare in Internet o leggere la posta elettronica.

Per ulteriori approfondimenti è disponibile la versione completa del rapporto su Securelist.

 

Fonte
Questar

 

 

 

 

 

28 Agosto 2018

Rilasciato WordPress 4.7.1

È stata rilasciata la versione 4.7.1 di WordPress.

Questa nuova versione oltre a risolvere alcuni problemi di funzionamento ed aggiungere alcune funzionalità risolve le seguenti gravi vulnerabilità:

  • Remote code execution (RCE) in PHPMailer.
  • The REST API exposed user data for all users who had authored a post of a public post type. WordPress 4.7.1 limits this to only post types which have specified that they should be shown within the REST API.
  • Cross-site scripting (XSS) via the plugin name or version header on update-core.php.
  • Cross-site request forgery (CSRF) bypass via uploading a Flash file.
  • Cross-site scripting (XSS) via theme name fallback.
  • Post via email checks mail.example.com if default settings aren’t changed.
  • A cross-site request forgery (CSRF) was discovered in the accessibility mode of widget editing.
  • Weak cryptographic security for multisite activation key.

Tutti gli utilizzatori di CMS dovrebbero tenere sempre in grande considerazione l’aggiornamento costante del proprio ambiente di erogazione dei contenuti. Non aggiornare un CMS molto diffuso come WordPress o Joomla espone il sito web a gravissimi rischi di sicurezza.

13 Gennaio 2017

Allarme per attacchi DDoS

In queste ultime settimane si stanno moltiplicando gli allarmi per gli attacchi DDoS compiuti, ultimo per ordine di tempo l’attacco al sito di equitalia, che il 21 novembre 2016 ha bloccato il servizio per numerose ore.

Si tratta di una tipologia di attacco molto semplice ed al contempo complessa da evitare,  trafficl’obiettivo dell’attaccante è mettere in difficoltà l’infrastruttura che eroga il servizio riempiendola di chiamate contemporanee, quando queste richieste superano la soglia massima tollerata dall’infrastruttura il risultato è bloccare quasi totalmente l’attività del sito. Si tratta di un fenomeno simile a quello che si verifica nelle strade durante l’ora di punta, quando tutti hanno delle esigenze legittime  ed usufruiscono del servizio causandone il blocco.

Per poter sferrare un attacco efficace chi lo organizza deve avere la disponibilità di milioni di macchine che compiano delle richieste contemporanee, condizione all’apparenza difficile, che in realtà è molto più comune di quello che si possa immaginare. Infatti esistono delle BOT-NET ovvero degli insiemi di dispositivi che sono stati infettati da malware e che tramite dei server di command & control è possibile far agire in maniera contemporanea.

La cosa sorprendente è che non solo i computer ed i server fanno parte di queste bot-net e partecipano agli attacchi, ma qualsiasi tipo di dispositivo connesso incluse: telecamere ip, sistemi di domotica, apparecchiature medicali connesse e più in generale qualsiasi oggetto IoT.

Dobbiamo prepararci a difenderci da questo genere di attacco ed al contempo evitare che gli aggressori possano utilizzare i nostri dispositivi per compiere i loro attacchi.

argonavislab

Argonavis ed i suoi partner sono a tua disposizione per consigliarti ed implementare le migliori scelte per aumentare il livello di sicurezza della tua struttura.

Richiedi Informazioni

22 Novembre 2016

Disponbilità

La disponibilità è una caratteristica richiesta ad informazioni e servizi, di poter essere serverdown11consultabili quando l’utente ne ha necessità.

Per garantire la disponibilità è necessario replicare servizi ed infrastrutture, in modo poter sopperire ad un problema che dovesse coinvolgere una o più risorse.

Le scelte da compiere, per rendere resiliente il sistema, devono tenere conto dei danni che il blocco di un sistema può provare all’organizzazione.

Oltre al blocco fisico dei sistemi, c’è da tenere in particolare considerazione i danni provocati da un attacco, portato da criminali informatici, ai sistemi che possono provocare l’indisponibilità dei sistemi e delle informazioni.

31 Ottobre 2016