L’80% delle aziende italiane si sente esposto ad attacchi ransomware, di phishing e in ambito IoT  

 
 
 
Tratto da www.trendmicro.com
Autore:  Lorenzo Gamba – Imageware Srl – 31/08/2022
 

Nuovo studio Trend Micro rivela che molte organizzazioni sono in difficoltà a causa di approcci manuali nella mappatura della superficie di attacco

Il 31% delle aziende italiane afferma che la valutazione del rischio è la principale attività nella gestione della superficie di attacco ma il 54% ritiene che i propri metodi di valutazione del rischio non siano abbastanza sofisticati. Di conseguenza, circa l’80% si sente esposto ad attacchi ransomware, di phishing e alle infrastrutture IoT.

Il dato emerge da “MAPPING THE DIGITAL ATTACK SURFACE: Why global organisations are struggling to manage cyber risk”, l’ultima ricerca Trend Micro, leader globale di cybersecurity.

 

 

Lo studio afferma anche che le organizzazioni sono in difficoltà a causa di approcci manuali nella mappatura della superficie di attacco (37%) e per il fatto di lavorare con più stack tecnologici (26%).

La difficoltà delle organizzazioni nel valutare accuratamente il rischio della superficie di attacco crea confusione anche tra il management. Il 36% dei responsabili di security fatica a quantificare l’esposizione al rischio ai responsabili aziendali e solo l’1% ritiene che  quest’ultimi comprendano appieno i rischi informatici. In questo contesto, le organizzazioni hanno l’opportunità di avvalersi dell’esperienza di terze parti.

“Eravamo già a conoscenza del fatto che le organizzazioni fossero preoccupate circa la superficie di attacco digitale in rapida espansione e con una visibilità limitata”. Ha affermato Alessandro Fontana, Head of Sales di Trend Micro Italia. “Ora sappiamo anche che hanno bisogno di un aiuto urgente per analizzare e gestire il rischio informatico. In molti casi, la sfida è resa più difficile da soluzioni organizzate in silos. Le aziende dovrebbero utilizzare un’unica piattaforma che dia loro la certezza e la sicurezza di cui hanno bisogno, una piattaforma che sia in grado di integrare diverse soluzioni in un unico progetto di security”.

Il 42% del campione ha già investito in un approccio basato su piattaforma per la gestione della superficie di attacco, mentre la metà (50%) afferma che vorrebbe fare lo stesso. Tra i vantaggi citati dalle aziende che utilizzano una piattaforma unificata per la gestione della security, al primo posto una visibilità migliorata (36%), seguita da una riduzione dei costi e da una risposta più veloce alle violazioni (31%).

Da ultimo, tra le azioni più difficili da dettagliare accuratamente in base alla valutazione del rischio, il 40% del campione segnala:

  • Livelli di rischio per i singoli asset
  • Frequenza dei tentativi di attacco
  • Andamento dei tentativi di attacco
  • Impatto di una violazione su un’area particolare
  • Benchmark di settore
  • Piani di azione preventiva per vulnerabilità specifiche

Metodologia e campione della ricerca

La ricerca, commissionata da Trend Micro e condotta da Sapio Research, ha coinvolto 6.297 IT e business decision maker in 29 Paesi in tutto il mondo. In Italia il campione è stato di 202 professionisti.

  • Ulteriori informazioni sono disponibili a questo link
  • Lo studio “MAPPING THE DIGITAL ATTACK SURFACE: Why global organisations are struggling to manage cyber risk” è disponibile a questo link

2 Settembre 2022

Qui c’è puzza di phishing: e-mail contrassegnate come sicure

Tratto da Blog Kaspersky
Autore:  Roman Dedenok – 25/07/2022

Le e-mail di lavoro con il marchio “verificato” dovrebbero far suonare un campanello d’allarme

Quando i truffatori inviano e-mail di phishing o allegati dannosi utilizzano tutta una serie di trucchi per convincere l’utente a fare click su un link o ad aprire un file. Uno di questi trucchi consiste nell’aggiungere diversi tipi di marchi, loghi, frasi o contrassegni che indicano che il link o il file allegato è affidabile.

Per quanto possa sembrare una sciocchezza, questo approccio funziona. Una persona esperta nel campo della sicurezza informatica potrebbe non cascarci, ma i dipendenti meno esperti a livello informatico potrebbero cadere nel tranello. Per questo motivo, consigliamo agli IT security manager di fornire ai loro colleghi una breve panoramica sugli stratagemmi più elementari utilizzati dei cybercriminali.

Che aspetto hanno i marchi “verificati”?

Naturalmente non esiste un unico tipo: ogni cybercriminale ha il suo. Abbiamo visto molti esempi diversi, ma tendono ad essere variazioni sui seguenti temi:

  • Il file allegato è stato scansionato da un antivirus (a volte segue un logo).
  • Il mittente è nell’elenco delle persone attendibili.
  • Tutti i link sono stati scansionati da un motore anti-phishing.
  • Non è stata rilevata alcuna minaccia.

Qui sotto potete osservare un esempio di e-mail di phishing inviata da alcuni hacker che si fingono membri del team di assistenza per indurre il destinatario a cliccare sul link e a inserire le proprie credenziali di Office 365. Per rendere il messaggio ancora più plausibile, si legge che il mittente del messaggio è verificato.

Lettera con la dicitura: "questo mittente è stato verificato ed è stato incluso nell'elenco dei mittenti sicuri".

In questo caso, però, la dicitura “questo mittente è stato verificato ed è stato incluso nell’elenco dei mittenti sicuri di [nome della società]” dovrebbe essere un segnale d’allarme.

Come reagire a un’e-mail contrassegnata come sicura

Anche se le e-mail di phishing o dannose di solito richiedono una risposta rapida (nell’esempio precedente, si presentava la minaccia di perdere l’accesso all’e-mail del lavoro), una risposta rapida è proprio quello che non dovreste mai dare. Innanzitutto, ponetevi le seguenti domande:

  • Avete già visto questo contrassegno o marchio in passato? Se lavorate in questa azienda da almeno una settimana, probabilmente non è la prima e-mail che ricevete.
  • Qualcuno dei vostri colleghi ha mai visto un marchio di questo tipo nelle loro e-mail del lavoro? Se avete dubbi, è meglio chiedere a un collega più esperto o a un informatico.
  • Il contrassegno o dicitura è appropriata al contesto? Certo, a volte la dicitura “file scansionato” o “link scansionato” può avere senso. Tuttavia, se il mittente lavora nella vostra stessa azienda, come può il suo indirizzo e-mail aziendale non essere inserito nell’elenco degli indirizzi attendibili?

In realtà, i moderni filtri di posta elettronica funzionano in modo opposto: marcano le e-mail potenzialmente pericolose, non quelle che hanno ricevuto un giudizio positivo. Le e-mail vengono contrassegnate per indicare che un link o un allegato pericoloso è stato rimosso, oppure che potrebbero essere di spam o di phishing. Nel caso di Outlook in Office 365, queste etichette di solito non vengono inserite nel corpo del messaggio, ma in campi speciali. Nella maggior parte dei casi, queste e-mail vengono semplicemente eliminate prima di arrivare al destinatario o finiscono nella cartella spam. Contrassegnare i messaggi sicuri è inefficiente.

Questa pratica è stata utilizzata in passato nei servizi di posta elettronica gratuiti, ma il vero scopo era sempre quello di sottolineare che stavano offrendo un servizio speciale o un vantaggio rispetto alla concorrenza, ad esempio, un filtro speciale o un motore antivirus integrato.

Come proteggersi e salvaguardare la propria azienda

Ancora una volta, vi consigliamo di informare periodicamente i vostri colleghi circa i trucchi dei cybercriminali (ad esempio, potete inviare loro il link a questo post). Per una maggiore sicurezza, è una buona idea sensibilizzare i dipendenti nei confronti delle minacce informatiche utilizzando servizi speciali dedicati.

E per assicurarsi che un allegato contenuto in un’e-mail senza nessun marchio nel corpo del messaggio sia stato scansionato e non contenga minacce informatiche, si consiglia di implementare una protezione a livello di gateway di e-mail o di utilizzare soluzioni di sicurezza specializzate per Office 365. Non farebbe nemmeno male una protezione a livello di workstation con un motore anti-phishing affidabile.

Per informazioni sulle soluzioni Kaspersky: dircom@argonavis.it

3 Agosto 2022

Kaspersky rivela le email di phishing più ingannevoli per i dipendenti

Tratto da www.lineaedp.it
Autore:  Redazione LineaEDP – 04/07/2022

Secondo quanto emerso dai dati rilevati dal simulatore di phishing di Kaspersky Security Awareness Platform, i dipendenti spesso tendono a ignorare le insidie nascoste nelle e-mail dedicate a questioni aziendali o a notifiche relative a problemi di consegna.

Secondo quanto emerso dai dati rilevati dal simulatore di phishing di Kaspersky Security Awareness Platform i dipendenti spesso tendono a ignorare le insidie nascoste nelle e-mail dedicate a questioni aziendali o a notifiche relative a problemi di consegna. Quasi un dipendente su cinque (dal 16 al 18%), infatti, ha cliccato su link contenuti nei modelli di e-mail che simulano attacchi di phishing. Secondo le stime, il 91% di tutti i cyberattacchi inizia con un’e-mail di phishing, le cui tecniche sono implicate nel 32% dei casi di tutte le violazioni di dati andate a buon fine.

Per fornire ulteriori informazioni su questa minaccia, Kaspersky ha analizzato i dati raccolti da un simulatore di phishing e forniti volontariamente dagli utenti. Si tratta di uno strumento integrato in Kaspersky Security Awareness Platform, che aiuta le aziende a verificare se il personale è in grado di distinguere un’e-mail di phishing da una reale, senza mettere a rischio i dati aziendali. L’amministratore sceglie dal set di modelli che imitano gli scenari di phishing più comuni, o crea un modello personalizzato, lo invia al gruppo di dipendenti senza preallertarli e tiene traccia dei risultati. Un numero elevato di utenti che cliccano sul link è una dimostrazione evidente della necessità di formazione aggiuntiva sulla cybersecurity.

La protezione anti-phishing è inclusa in alcune soluzioni di sicurezza, anche per le piccole imprese, come Kaspersky Small Office Security.

Per ulteriori informazioni: dircom@argonavis.it

7 Luglio 2022

Proteggi l’azienda dagli attacchi di phishing

Tratto da Blog Veeam
Autore: Gil Vega – 21/04/2022
 

Lo sapevi che oltre il 90% di tutti gli attacchi e delle violazioni di dati andati a segno iniziano con una truffa di tipo phishing? Sai cos’è il phishing e come proteggere la tua azienda da questo tipo di attacchi?

Le truffe di phishing sono tentativi da parte dei criminali informatici di indurre gli utenti a eseguire un qualche tipo di azione come fare clic su un link, inserire credenziali, aprire un allegato o persino apportare modifiche al processo di un’azienda. Queste truffe sono più comunemente inviate come e-mail dannose, ma possono anche assumere altre forme. Possono celare un ransomware, causare l’installazione di software dannoso (virus, trojan, worm), il furto di credenziali, una sottrazione di denaro, la perdita di dati o persino il furto di identità. I phisher fanno leva su comportamenti comuni, come fidarsi di chi si conosce, per indurre le persone a fare qualcosa che normalmente non farebbero.

Metti a punto le difese

Se un phishing ha lo scopo di ingannarti, come puoi proteggere la forza lavoro? Sembra un bersaglio mobile, e in effetti lo è. Dato che i phisher oggi cambiano le proprie tattiche per ingannare le persone, è più importante che mai prepararsi in modo da poter essere sempre un passo avanti.

Puoi prepararti potenziando le difese tecniche e considerando la forza lavoro come un’estensione del team di sicurezza. Avere filtri antispam adeguati, un gateway e-mail sicuro e utilizzare protocolli di autenticazione e-mail standard (come DMARC, DKIM o SPF) e altre tecnologie sono tutti elementi chiave per impedire al phishing di entrare nelle caselle di posta, ma è inevitabile che prima o poi raggiunga qualcuno dei tuoi dipendenti. Ed è sufficiente un solo clic di un’unica persona per creare uno scompiglio tale da richiedere ai team di sicurezza di fare gli straordinari.

Non preferiresti che i dipendenti fossero pronti a riconoscere e segnalare un’e-mail di phishing invece di fare clic su di essa? Io sicuramente sì. Ecco perché metto al primo posto la formazione continua sulla sensibilizzazione alla sicurezza. Istruisci i dipendenti su cosa sono le truffe di phishing e su come identificarle. Se possibile, metti alla prova la loro capacità di identificarle e premiali quando le individuano. Incoraggia i dipendenti a segnalare e-mail sospette al team di sicurezza, e questa indicazione è ancora più efficace se hai predisposto un modo semplice per farlo. Non lasciare che il phishing o la sicurezza diventino un argomento trattato una volta all’anno, la conversazione deve essere continua.

Anatomia di un attacco di phishing

Una volta che ti sei impegnato a preparare la forza lavoro, devi capire chi devi affrontare. Come funziona il phishing e cosa cercano i phisher?

Il concetto alla base del phishing è semplice e non è una novità. Ricordi in passato di aver ricevuto una telefonata che ti comunicava di aver vinto un concorso, a cui non ricordavi di aver partecipato? Eri così entusiasta che hai comunicato al chiamante tutte le informazioni necessarie per ottenere il premio. Lo stesso concetto si applica oggi al phishing, solo che ora avviene tramite e-mail o un altro canale di comunicazione digitale.

I phisher non sono altro che degli “artisti della truffa”: sfruttano comportamenti umani, come fidarsi delle persone che conoscono, per indurle a fare qualcosa che normalmente non farebbero.

Didascalia grafica: Email inviata – Il destinatario cade nella trappola – Il destinatario compie l’azione attesa –
L’informazione viene sottratta o il computer è infettato

Ad esempio, un phisher invia un’e-mail a un destinatario. All’interno di questa e-mail sono disseminate delle esche per cercare di convincere il destinatario a intraprendere qualsiasi azione venga richiesta. Le e-mail di solito contengono collegamenti ipertestuali o allegati, ma non sempre. I collegamenti ipertestuali in genere puntano a falsi siti Web che richiedono determinate informazioni; alcuni possono anche impersonare aziende legittime. In genere, gli allegati contengono un qualche tipo di codice dannoso per infettare il computer o la rete del destinatario. Le e-mail che non lo contengono di solito chiedono al destinatario di rispondere o di chiamare un numero per condividere alcune informazioni di cui il mittente ha bisogno.

Se il destinatario cade in trappola, spesso non se ne rende conto. Pensa che sia tutto legittimo e che potrebbe anche accadere qualcosa di positivo, ma il phisher ha rubato le informazioni o il denaro o magari ha infettato il computer.

Diversi tipi di attacchi di phishing

Non tutti i phishing sono uguali. Esistono diversi tipi di phishing e devi preparare tutti i dipendenti a riconoscerli. Ecco alcuni dei più comuni:

Spear phishing

Lo spear phishing è una truffa mirata, destinata a un pubblico specifico. Non ricevi l’e-mail per caso. Il phisher ha condotto ricerche specifiche per trovarti e inviarti un messaggio che avrebbe senso per solo per te, forse perché fai parte del dipartimento delle risorse umane della tua azienda o magari hai recentemente pubblicato online la notizia della tua promozione.

Whaling

Il whaling è un tipo di spear phishing che si rivolge direttamente ai dirigenti di un’azienda, i “pesci grossi”. In genere, le informazioni sul team esecutivo di un’azienda sono pubbliche e facilmente reperibili sul relativo sito Web, rendendo queste persone dei facili bersagli. Inoltre, tendono ad avere accesso a informazioni sensibili e a prendere decisioni finanziarie, e questi aspetti li rendono un obiettivo redditizio per i phisher.

BEC e CEO Fraud, letteralmente “la truffa del CEO”

Il Business Email Compromise (BEC) e la CEO Fraud sono un’altra forma di spear phishing che cerca di impersonare la tua azienda o il suo CEO. Sapendo che le persone si fidano rapidamente di coloro che ricoprono posizioni di autorità, i phisher impersoneranno individui in grado di ottenere l’adempimento di una richiesta. I domini e-mail aziendali sono facili da falsificare e i loghi ufficiali sono reperibili online. Anche i nomi delle persone che lavorano nella tua azienda sono facilmente accessibili attraverso molti siti di social media. Questo rende facile per i phisher concentrarsi sul BEC.

Vishing

Il vishing è il phishing telefonico (sta per “phishing vocale”). Si tratta essenzialmente delle telefonate truffa che ricevi oggi e che probabilmente ricevevi anche prima di avere un computer in casa. Queste truffe tradizionali hanno successo perché ascoltare la voce di una persona aiuta a costruire una relazione con il chiamante. Questo rende più difficile per te non soddisfare le sue richieste.

Smishing / SMShing

Lo smishing, noto anche come SMShing, è costituito da messaggi di testo dannosi (sta per “SMS phishing”). Si tratta di versioni più brevi delle più tradizionali truffe di phishing e di solito contengono un collegamento ipertestuale abbreviato con un messaggio sintetico e mirato di sollecitazione a un’azione.

Consapevolezza del phishing: come si riconosce il phishing?

Una delle prime domande che viene spontaneo porre è questa: come faccio a sapere se qualcosa è un phishing? Potremmo addentrarci nelle modalità tecniche per valutare le intestazioni delle e-mail, tuttavia per gli utenti finali generici è necessaria una formazione su alcuni segnali di pericolo chiave. Ma, ancora più importante dei segnali di pericolo, è necessario ricordare loro che in caso di dubbi, dovrebbero seguire il protocollo e segnalare l’e-mail al team di sicurezza per ulteriori indagini, se sospettano un phishing. Ricorda: una buona dose di scetticismo non guasta mai.

Segnali di phishing 

Quali sono i segnali di pericolo? Ce ne sono molti e possono cambiare con l’evoluzione delle tattiche da parte dei phisher. In genere, se la forza lavoro nota una combinazione di uno qualsiasi di questi segnali di pericolo, dovrebbe procedere con estrema cautela:

  • Saluti o firme generici
  • Informazioni sul mittente o sull’azienda mancanti
  • Immagini pixelate o sfocate
  • Collegamenti a siti Web senza senso
  • Errori ortografici o grammaticali
  • Minacce o richieste urgenti
  • Offerte troppo belle per essere vere
  • Richieste di informazioni personali o di trasferimento di fondi, di spostamento di denaro o di modifica delle informazioni sui depositi diretti
  • E-mail o allegati inattesi​ 
  • Oggetto e messaggio non corrispondenti
  • Nessuna comunicazione di supporto

Non sei sicuro se un’e-mail è reale o di phishing? Segui questi passaggi: 

  1. Metti in pratica il protocollo. Cerca online informazioni sul presunto mittente. Puoi anche cercare l’e-mail esatta che hai ricevuto e vedere se altri l’hanno già etichettata come truffa.
  2. Conferma le richieste utilizzando un secondo metodo di verifica. Non inviare mai un’e-mail al mittente rispondendo all’e-mail originale. Utilizza un metodo di comunicazione separato, come un numero di telefono o un indirizzo e-mail da una fattura recente, per contattare il mittente e confermare la richiesta.
  3. Passa il mouse sui collegamenti nell’e-mail e verifica se l’indirizzo del collegamento ipertestuale corrisponde al dominio del sito web legittimo dell’azienda. Digita il collegamento ipertestuale nel browser se non sei sicuro; non fare clic sul collegamento stesso.
  4. Guarda il nome del file degli allegati. Valuta se erano previsti o se ne avevi bisogno. Non aprire mai un allegato inatteso o uno che termina con un’estensione che non riconosci (ad es. nomefile.exe quando afferma che è un documento Word).
  5. Usa il buonsenso. In molti casi, l’uso del buon senso può aiutarti a identificare se un’e-mail è legittima o se può essere di phishing.

Vieni indirizzato verso un sito web e non sei sicuro che sia legittimo? Segui questi suggerimenti: 

  • Usa una password falsa. Verifica se riconosce che la password inviata non è corretta (se il sito è falso e tenta di raccogliere password, non saprà che la password inviata non era corretta).  
  • Verifica l’indirizzo Web. Il nome dell’azienda nell’URL è scritto correttamente? L’indirizzo inizia con https invece di http? Solo perché inizia con https non significa che sia legittimo, significa solo che è una connessione sicura. Ma se non inizia con https, dovrebbe almeno essere un segnale d’avvertimento per non inserire alcuna informazione. Allo stesso modo, vedere un lucchetto chiuso o una chiave nella barra degli indirizzi non significa sempre che il sito è legittimo. Ma se non ne vedi, non inserire alcuna informazione.  
  • Fai caso ai pop-up. Se vai su un sito e sei assalito dagli annunci pop-up, sii prudente.   
  • Presta attenzione albranding. Il branding, ovvero l’aspetto generale del sito, corrisponde alle tue aspettative sull’azienda che stai cercando di visitare?

Cosa dovresti fare se la tua organizzazione è vittima un attacco di phishing?

Ricorda, le truffe di phishing sono progettate per ingannarti. Potresti aver implementato le migliori contromisure anti-phishing e i programmi di sensibilizzazione più completi, ma un utente potrebbe comunque essere vittima di una truffa di phishing. Succede. La cosa più importante è essere preparati a rispondere.

Considera questi passaggi di ripristino e collabora con i team di sicurezza informatica per creare una risposta appropriata e un piano di ripristino per la tua organizzazione:

Contieni la potenziale esposizione

Se un utente interagisce con un’e-mail di phishing dannosa, prova a isolare la macchina e assicurati che il team informatico ottenga l’accesso per indagare.

Cambia le password

Forza l’utente a cambiare la sua password. Se vengono utilizzate diverse password, si consiglia di cambiarle tutte poiché potresti non conoscere l’entità di ciò che è stato compromesso.

Segui il tuo processo di risposta agli incidenti

Un attacco di phishing è un tipo di incidente di sicurezza informatica. Segui i processi di risposta agli incidenti, che dovrebbero includere dei passaggi per identificare l’e-mail di phishing, individuarla nelle caselle di posta di altri utenti, rimuoverla da tali caselle di posta, indagare l’impatto e decidere i passi successivi di conseguenza.

Presta attenzione al malware

Utilizza gli strumenti di monitoraggio per scansionare il computer dell’utente e la rete alla ricerca di malware (software dannoso come virus, trojan o worm), attività sospette o anomalie.

Protezione personale

A seconda della natura dell’attacco di phishing, se ha divulgato informazioni personali, l’utente potrebbe voler impostare avvisi di frode presso gli enti di monitoraggio del credito appropriati. Se l’attacco di phishing ha falsificato o impersonato un’azienda reale, condividi tali informazioni con l’altra società in modo che possa avvisare anche gli altri utenti.

Dedica il tempo necessario alla formazione

Come per qualsiasi attacco informatico, la lezione appresa è spesso più preziosa dei dati che il criminale informatico ha sottratto. Mantieni un elenco delle lezioni apprese e valuta i processi e i controlli esistenti per determinare se potresti fare qualcosa di diverso. E aumenta ancora di più la consapevolezza del phishing negli utenti.

Le truffe di phishing sono il principale vettore di attacco alla sicurezza informatica dei criminali informatici che si affidano alla psicologia umana per convincere un destinatario a intraprendere un qualche tipo di azione. Anticipa questo tentativo mettendo a punto le tue difese e preparando i dipendenti a individuare il phishing.

21 Aprile 2022

Microsoft applica delle patch a più di 100 vulnerabilità

 
Tratto da Blog Kaspersky
Autore:  Kaspersky Team – 18/01/2022
 
 

Microsoft risolve più di 100 vulnerabilità su Windows 10 e 11, Windows Server 2019 e 2022, Exchange Server, Office e browser Edge

 

 

Microsoft ha iniziato l’anno con una massiccia correzione delle vulnerabilità, rilasciando non solo il suo regolare aggiornamento del primo martedì del mese, che questa volta copre un totale di 96 vulnerabilità, ma anche rilasciando un mucchio di correzioni per il browser Microsoft Edge (principalmente legate al motore Chromium). Questo fa sì che più di 120 vulnerabilità siano state risolte dall’inizio dell’anno. Questo è un chiaro motivo per aggiornare il sistema operativo e alcune applicazioni Microsoft il più presto possibile.

Le vulnerabilità più gravi

Nove delle vulnerabilità che sono state risolte questo martedì hanno una valutazione critica sulla scala CVSS 3.1. Di queste, due sono legate all’elevazione dei privilegi: CVE-2022-21833 in Virtual Machine IDE Drive e CVE-2022-21857 in Active Directory Domain Services. Lo sfruttamento degli altri sette può dare ad un criminale informatico la capacità di esecuzione di codice da remoto:

L’ultima sembrerebbe essere la vulnerabilità più spiacevole. Un bug nello stack del protocollo HTTP permette teoricamente ai criminali informatici non solo di far eseguire codice arbitrario al computer colpito, ma anche per diffondere l’attacco sulla rete locale (secondo la terminologia Microsoft, la vulnerabilità è classificata come wormable, cioè, può essere utilizzata per creare un worm). Questa vulnerabilità è rilevante per Windows 10, Windows 11, Windows Server 2022 e Windows Server 2019. Tuttavia, secondo Microsoft, è pericoloso per gli utenti di Windows Server 2019 e Windows 10 versione 1809 solo se abilitano HTTP Trailer Support utilizzando la chiave EnableTrailerSupport nel registro di sistema.

Gli esperti hanno anche espresso preoccupazione per la presenza di un’altra grave vulnerabilità in Microsoft Exchange Server, CVE-2022-21846 (che, a proposito, non è l’unico bug di Exchange sulla lista, solo il più pericoloso). La loro preoccupazione è totalmente comprensibile, nessuno vuole una ripetizione dell’ondata di vulnerabilità Exchange sfruttate l’anno scorso.

Vulnerabilità con PoC

Alcune delle vulnerabilità risolte erano già note alla comunità di sicurezza. Inoltre, qualcuno ha già pubblicato proof of concept per loro:

  • CVE-2022-21836, Vulnerabilità di spoofing del certificato di Windows;
  • CVE-2022-21839, Vulnerabilità di negazione del servizio nell’elenco di controllo degli accessi discrezionali di Windows;
  • CVE-2022-21919, Vulnerabilità di elevazione dei privilegi nel servizio del profilo utente di Windows.

Non abbiamo ancora osservato attacchi reali utilizzando queste vulnerabilità. Tuttavia, le proof of concept sono già in circolazione, quindi lo sfruttamento può iniziare in qualsiasi momento.

Come rimanere al sicuro

In primo luogo, è necessario aggiornare il sistema operativo (e altri programmi di Microsoft) il più presto possibile. In generale, di solito è saggio non ritardare l’installazione delle patch per il software critico.

In secondo luogo, qualsiasi computer o server connesso a Internet deve essere dotato di una soluzione di sicurezza affidabile in grado non solo di prevenire lo sfruttamento delle vulnerabilità note, ma anche di rilevare gli attacchi con exploit ancora sconosciuti.

Per ulteriori informazioni sulle soluzioni di sicurezza Kaspersky: dircom@argonavis.it

18 Gennaio 2022